Bonito lancia la bomba: “Tra 15 giorni non ci sarà più il Consorzio dei rifiuti”

Se fino a ora il sindaco di Cerignola si è limitato a lanciare velenosi ultimatum verso i suoi consiglieri comunali ribelli, adesso Francesco Bonito ha deciso di alzare il tiro attivando il timer anche nei confronti nei confronti della Regione Puglia e del presidente Antonio Decaro.
Il tema è quello del Consorzio – in cui vi sono Cerignola e Cinque Reali Siti – che gestisce la raccolta e il trasporto dei rifiuti, e che secondo il primo cittadino sarebbe illegittimo e quindi per questo andrebbe soppresso, nonostante solo due anni fa lo stesso Bonito ha affidato ad esso una gara da 109 milioni di euro proprio per garantire pulizia nelle città aderenti.
Da un anno e mezzo vi è un braccio di ferro, fatto a suo di pareri contrastanti, perizie legali e dissidi violentissimi tra i vertici istituzionali, fino a un irrituale e inquietante intervento a gamba tesa del Prefetto di Foggia. I sindaci dei Reali Siti non vogliono eliminare l’organismo che si preoccupa di organizzare la raccolta dell’immondizia, mentre Cerignola vuole staccare la spina, nonostante da qui potrebbero discendere ricorsi e relative spese aggiuntive a carico della comunità (vi è stato anche un voto in consiglio comunale per la decadenza dell’ente).
L’altra ragione che spinge il sindaco di Cerignola a voler recidere il cordone ombelicale dal Consorzio è tutta contabile e va ricercata nel doppio voto – oggettivamente “strano” – che il sindaco ha espresso sul bilancio dell’ente: come primo cittadino di Cerignola ha erogato quote al 49% per l’adesione al Consorzio stesso, mentre come Presidente del Consorzio ha erogato somme per il 61%. Una discrasia che è materia della Corte dei Conti e che pacificamente testimonia la confusione che potrà essere risolta solo affossando l’ente.
Per i più maliziosi, da qui discenderebbe la volontà di chiudere il Consorzio e tentare di evitare la mannaia contabile che colpisce singolarmente chi si è reso eventualmente responsabile dei pasticci burocratici. Da parte sua, opportunamente interrogata, la Regione non ha disposto i poteri sostitutivi – contrariamente alle richieste di Bonito – intimando ai sindaci di proseguire con responsabilità all’interno del Consorzio e rinviando ogni approfondimento in una data successiva.
Così, Francesco Bonito, il 14 maggio scorso, ha preso carta e penna e ha scritto alla Regione Puglia, ricordando che, a suo avviso, il Consorzio retto da Monica Abenante (altra arci-nemica del sindaco) agirebbe fuori dalla legge: “In caso di mancato riscontro entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della presente, ferme le responsabilità di codesta regione per la mancata adozione degli atti di competenza e dei Comuni consorziati che continuano ad operare nell’ ambito del predetto Consorzio provvedendo all’adozione dei relativi atti, il Comune di Cerignola procederà all’adozione della delibera per il recesso non potendo più procrastinare la propria partecipazione ad un organismo vietato per legge”.
Dunque, che la richiesta venga accolta o meno, tra quindici giorni vi sarà lo “scisma dell’immondizia”.
Michele Cirulli

Se fa questo forse è sicuro della copertura di una figura istituzionale superiore, ad esempio Un assessore non della linea De Caro… Che deve fare qualvhe operazione a favore di un notable PD LOCALE…. POI VEDRETE. NON SONO INIZIATIVE FATTE GRATIS E SENZA COPERTURA. MI DARETE RAGIONE…
Generi sistemati a libro paga delka comunità in una agenzia di riscossione tributi…. VEDRETE. LE CAMBIALI DI UN ASSESSORE SI PAGANO. DOPO AVER RISCOSSO DALLA ZIA, SI RISCUOTE DA UN ALTRO COMMERCIANTE.
ci sta coprendo di vergogna. Mi auguro che la regione non avalli questo disegno folle.