La Regione gela Bonito: nessun potere sostitutivo, gestione al Consorzio

Ormai è una palla avvelenata, quella del Consorzio che gestisce i rifiuti e che Bonito vorrebbe sopprimere (grazie al voto della maggiornaza del consiglio comunale) e i Comuni dei Reali Siti vorrebbero conservare.
A rafforzare le rispettive posizioni, vi sono pareri legali che vanno nell’una e nell’altra direzione.
Bonito, che aveva chiesto alla Regione Puglia di esercitare i poteri sostitutivi nella gestione dei rifiuti, è stato bocciato anche da Bari, che ha negato l’eventualità.
La Regione vlauta in altra sede, e in altro momento, la valutazione della “complessa” vicenda normativa che attiene alla natura giuridica del Consorzio, valutata dall’Anac in un parere non vincolante.
Da Bari la via da seguire è chiara: “In quest’ottica, i Comuni soci e lo stesso Consorzio FG/4 dovranno proseguire la gestione dell’impianto senza soluzioni di continuità evitando ripercussioni ambientali e sanitarie a danno del territorio”.
“Si rileva, infatti, che il titolare del provvedimento autorizzatorio unico ambientale (PAUR) risulta il Consorzio FG/4, il cui rappresentante legale è il Sindaco del Comune di Cerignola, mentre come responsabile IPPC è identificato un funzionario tecnico del Consorzio; le figure citate sono responsabili degli adempimenti e delle prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzatorio”.
“Pertanto, tutti gli adempimenti e le attività connesse ai presidi ambientali dell’impianto previsti dall’autorizzazione ambientale e dalle disposizioni regionali non potranno subire interruzioni, anche nell’eventuale gestione transitoria del Consorzio, fino all’eventuale perfezionamento della successione/trasferimento”, si legge nella nota.
“Non sembrerebbe, pertanto, potersi invocare l’esercizio del potere sostitutivo della Regione in quanto il potere sostitutivo può essere esercitato ai fini del controllo, anche in forma sostitutiva, delle operazioni di gestione dei rifiuti, della funzionalità dei relativi impianti e del rispetto dei limiti e delle prescrizioni previsti dalle relative autorizzazioni”.
La nota prosegue: “L’attivazione l presuppone, infatti, un accertamento puntuale delle violazioni e delle condizioni previste dalla norma (funzionalità impianti/rispetto prescrizioni autorizzative), che allo stato non risulta formalizzato nei termini necessari per fondare l’esercizio del potere sostitutivo in argomento”.
“In definitiva, in riferimento alle richieste di commissariamento avanzate, si rileva che le responsabilità attribuite al Consorzio FG/4, ente proprietario dell’impianto e titolare di posizioni giuridiche attive e passive, non possono essere semplicemente trasferite alla Regione Puglia attraverso l’attivazione dei poteri sostitutivi; ciò andrebbe in contrasto con le normative vigenti che attribuiscono specifiche e ben definite responsabilità e funzioni agli enti menzionati”.
La regione invita “i Comuni e il Consorzio a gestire tale fase con il necessario rigore e responsabilità che richiedono i provvedimenti autorizzatori relativi all’impianto in esame, evitando soluzioni di continuità che potrebbero recare gravi criticità ambientali e sanitarie”.

Come al solito la regione ignora la capitanata se non solo per i voti.
a che numero di figure di cacca si dimette?
Per costringere il consiglio comunale ad approvare la uscita dal consorzio, minacciando le dimissioni da sindaco, vuol dire che la pressione è venuta dall’alto, ad esempio da un assessore del partito di maggioranza che deve scambiare una cambiale elettorale con l’inserimento di parenti di qualche notabile locale nella coatituenda società di riscossione tributi. Et olim meminisse iuvabit….