Cerignola è morta per mano dello Stato e dei colletti bianchi. Perché il voto è l’ultimo dei pensieri

Basta prendere in esame le ultime due settimane per capire come mai i cerignolani abbiano smesso di recarsi alle urne ritenendo più soddisfacente dedicarsi ad altro.
Con la tornata elettorale spalmata in due giorni, poi, ogni possibile giustificazione tende a perdere di significato. Così, la città che fu di Giuseppe Di Vittorio si è ritrovata ad essere maglia nera in Puglia rispetto all’affluenza, senza che nessuno faccia nemmeno lontanamente riferimento a un dato che rispecchia anche l’insipienza di chi si è mobilitato con comitati e serate tra pochi intimi, senza saper intercettare la città.
Al voto si è recato meno della metà degli elettori: appena il 38%. Forse è questo il momento più buio del centro ofantino, colpito dalle tasse crescenti, senza una guida politica o sociale, senza un dibattito pubblico, senza uno slancio di positività e di qualità, senza maggioranza e senza opposizione, senza identità.
Dicevamo, basti guardare le ultime due settimane: gli arresti della batteria dei blindati di Vignola ci consegnano la speranza che le bande possano essere arrestate purché operino in trasferta, perché nel nostro territorio gli assalti sono ormai diventati un semplice problema di traffico.
Sono servite le immagini del TG1 per farci rendere conto di quanto aggressive e cruente siano quelle pratiche a cui siamo assuefatti. I furti d’auto proseguono senza sosta, mentre le altre realtà – come la BAT – corrono ai ripari con solerzia e in un anno la Procura di Trani ha già operato due blitz di imponenti dimensioni.
Anche qui, c’è da sperare che le batterie vengano prese in trasferta, mentre in loco si è radicata la sensazione di dover convivere con le spintarelle e con gli allarmi che suonano ad ogni ora del giorno o della notte. Come fossero una ninnananna.
Per non parlare della cronica instabilità politica, come se non bastasse, con un primo cittadino che ormai vive in un mondo tutto suo, che parla di sé in terza persona, che non si accorge di quanto questa parentesi sia così tragicamente deludente e di quanto l’astensionismo cronico sia anche colpa sua e di tutti i suoi assessori e consiglieri che accettano di essere svillaneggiati pur di mantenere una posizione di rendita.
Siamo la città che ha istituito la figura del “figlio del sindaco” per le trattative del Comune – in molti hanno denunciato pubblicamente che le riunioni tecniche fossero presiedute dal bonito jr – senza che la Procura o la Prefettura abbiano mosso un dito. Neanche fossimo in Uganda.
Basta l’ultima settimana, dicevamo, appunto, per capire in quale profondo stato di crisi si è persa Cerignola. E in quale dinamica da terzo mondo lo Stato ha proiettato una città una volta strategica. Perché i cittadini convivono con un perenne senso di ingiustizia stampato addosso, dove l’impunità per politici, imprenditori e criminali è diventata regola, e pertanto il voto è l’ultimo dei problemi. Lo Stato ha semplicemente creato cerignolani di Serie A e di Serie B.
Chi e perché voti, se tu per primo non hai più un’identità?
A che serve votare se le regole valgono soltanto a 30 km da qui?
A che serve votare se ci si è talmente abbrutiti da cercare nel compromesso – e non nelle istituzioni che sanno solo specchiarsi per elogiarsi a vicenda – l’unica via per vivere in “pace”?
A che serve votare se i soliti noti – dai politici che trattano con gli imputati ai malavitosi tout court passando per i colletti bianchi – vivono più dignitosamente di chi lavora onestamente e con fatica?
A che serve votare se poi un branco di incapaci saccheggia impunemente in comuni, province, regioni?
A che serve votare se tutto resta com’è, se i collusi vengono sempre salvati e si è sistematicamente radicata l’idea che la giustizia è solo per i fessi, mentre i furbi che “sanno vivere” delinquono apertamente senza rischiare nulla, se non una stretta di mano da parte delle loro degne istituzioni?
A che serve votare se non capisce qual è la differenza tra bianco e nero e tutto si mescola nel grigio?
Nell’ultimo blitz sui furti d’auto, c’è un passaggio abbastanza significativo. Il gruppo criminale si accorge di essere tampinato dalle forze dell’ordine. Non si spiegano, i malviventi, come i carabinieri abbiano fatto a individuare il covo, visto il viavai di pattuglie in borghese. Uno della batteria, successivamente spedito in carcere, dice: “Vabbè, poi ce lo facciamo spiegare da quello là”.
Il magistrato, nell’ordinanza di arresto, si chiede chi sia “quello là”.
E chi potrà mai essere? Un macellaio? Un fioraio? O un temibile giardiniere?
Chissà perché poi la gente non vota.
Forse è solo colpa dei troppi “quello là”. Cerignola è semplicemente morta. E si tratta di un omicidio di Stato.
Michele Cirulli

L’analisi è più che perfetta, come non mai. Infatti il voto, nell’affluenza, è l’effetto delle sensibilità dei cittadini, pienamente giustificati, che non credono più a nulla, come si fa a non capirli. Quelli che hanno votato sono quelli che non si rassegnano, ma questa è un’altra storia. Ma fino a quando un cittadino sarà costretto al voto dal suo senso di civiltà. Fino a quando resisterà a questa democrazia che fa acqua da tutte le parti, e credo di non esagerare. Solo il vero cristiano saprà sopravvivere e soccombere. Siamo in un tunnel e non sappiamo quando ne usciremo. Una… Leggi il resto »
Analisi perfetta e se fossi nei panni di qualche colletto bianco io mi vergognerei ma alla fine ci si circonda della vita di gente facilmente “comprabile” e questo sono stati i nostri amministratori. Cerignola vive un degrado che allo Stato poco interessa , la gente per bene deve aver paura perché NON È TUTELATA DA NIENTE E NESSUNO ! E le istituzioni sono tutte piegate al crimine , nella scuola **** sono state rubate svariate auto ai docenti e dai vari blitz é emerso che molti fratelli e genitori di alunni all’interno della scuola erano coinvolti, quando si é chiesto… Leggi il resto »
Il cerignolano medio, una normale famiglia che lavora e paga il mutuo, Semplicemente ha paura. È questo il passaggio epocale. L’articolo restituisce un quadro veritiero del contesto sociale ed economico di Cerignola. Tradotto vuol dire, per farne solo uno di migliaia esempi, che in pieno centro la sera tra salette bar sgangherati musica a palla e alcool fino a notte fonda con squadre di spaccio a presidio non si vede una pattuglia delle forze dell’ordine passare, non dico fermarsi. Lasciamo stare adesso i posti di blocco dei vigili urbani in pieno giorno e in centro città perché altrimenti sembra che… Leggi il resto »
Non ci sono scuse!! IIl problema principale a Cerignola è la mancanza di un candidato vero appoggiato da una solida compagine politica, altrettanto seria, alle spalle. Se a questo aggiungiamo l’ignoranza a 360 gradi del cittadino medio , ignoranza culturale e civica… i conti tornano!! Per quanto riguarda il referendum vale la stessa cosa..io non visto ho mobilitazione da parte del centro destra che ha promosso il referendum!! Ho visto solo i patetici nullafacenti di sinistra che si sono mobilitati per il no…che poi ha vinto per poco!!! non nascondiamoci dietro a fantocci che sono sempre esistiti!!
E’ tutto vero, alla luce del blitz a Vignola feci anch’io la stessa riflessione, cioè il fatto che quando vanno in trasferta queste squadre di criminali molto spesso vengono sgominate, mentre qui, un pò per paura, un pò per “altri motivi grigi” non si riesce manco ad arrestare due ladri beccati a rubare un’automobile. Per non parlare della classe politica, inesistente, che ha buttato Cerignola in un baratro che nemmeno nella più profonda Sicilia può competere. Alle prossime elezioni assisteremo come sempre alla passerella dei politici di ogni schieramento e gerarchia che verranno a fare le solite promesse che cadranno… Leggi il resto »
IO ORMAI SONO VECCHIO E COSTRETTO A VIVERE IN ……… CHI PUO’ FUGGA VIA DA QUESTO PAESE DI……….