Bonito: “Mi dimetto”. Così ha asfaltato i quattro consiglieri di maggioranza | VIDEO

Il mattatore del consiglio comunale di ieri sera è stato Francesco Bonito, che ha sfidato i suoi oppositori interni bastonandoli senza soluzione di continuità; il vincitore politico, invece, e ancora una volta, è stato l’assessore Pietro Gianfriddo, che è stato attaccato perfino dalla sua stessa maggioranza ma ha portato a casa il risultato sulla delibera che determina lo scioglimento, previo parere dell’assemblea dei sindaci, del Consorzio che gestisce i rifiuti tra Cerignola e i Cinque Reali Siti.
Il dibattito è parso da subito confuso e caotico, con un comune denominatore. Nessuno ha infatti saputo dare una spiegazione chiara e logica a una semplice domanda: la soppressione del Consorzio porterà benefici o no alla città? o a lungo andare i debiti per possibili contenziosi (o contenziosi ipotetici o già in essere col Consorzio) travolgeranno il Comune facendo lievitare ancora di più la Tari?
Michele Romano, di maggioranza, a nome dei consiglieri Francesco Mansi, Vincenzo Marinaro e Gerardo Valentino, ha provato a dare una sterzata: “Non ho la certezza che lo scioglimento del consorzio possa portare benefici. Forse il consorzio sarebbe da sciogliere, ma le modalità e le tempistiche sono sbagliate. È un cambiamento epocale che la gente comune non può comprendere, per questo dobbiamo radunare tutti gli attori di questa vicenda che interessa non solo Cerignola ma l’intero territorio”. Pertanto, il medico ha chiesto un nuovo consiglio comunale a data da destinarsi ma comunque a stretto giro.
Francesco Bonito è stato lapidario: “Se il punto non viene votato oggi, mi dimetto in serata”.
Ed è bastata questa minaccia perché Romano, Marinaro, Valentino e Mansi cambiassero idea dopo aver chiesto una pausa, alla quale il primo cittadino comprensibilmente non ha partecipato. Ma non prima di un ultimo ulteriore psicodramma interno alla maggioranza.
Una volta rientrati, e una volta che Romano ha ritirato la richiesta di procedere al rinvio del punto, Marinaro ha preso la parola rimettendo al centro del discorso la proposta appena rimangiata: “Io chiedo invece di metterla ai voti”. E dopo dieci minuti di dibattito, ripreso dal suo capogruppo, ha ricambiato idea: “Ritiro la richiesta e voto sì”.

Che mass d vlacchiun inut’l
e quando si dimette?
Mazze di scoprire, a convenienza.
Nee marinaro!! E che capisce?