giovedì, Ottobre 15, 2026
Politica

Champagne, bollicine, silenzi o post con frecciatine: il virus dei sindaci slegati dalla realtà


Sembra che una volta varcata la soglia del Palazzo di Città, i sindaci quasi perdano il contatto con il territorio. Non sempre per una precisa volontà personale, che in qualche caso è insita nel dna, ma perché si imbattono in un micromondo che progressivamente porta ad accantonare la quotidianità e finisce per interessarsi solo di questioni “interne” e inutili.

È un vero e proprio virus, che colpisce molti primi cittadini del territorio. Non fa distinzioni di sesso e di età, ma certifica quanto il sentire istituzionale sia effettivamente distante dal sentire comune.

Il 12 aprile scorso il sindaco di Cerignola si lasciava andare ad un post social direttamente dal Vinitaly: “Un brindisi col ministro Urso”, commentava entusiasta mentre nelle stesse ore la lunga scia di rapine a colpi di pistola e i furti notturni nelle attività commerciali spingeva i commercianti a dichiarare di voler gettare la spugna: “Dobbiamo aspettare il morto?”, si interrogavano mentre sulla pagina del Comune di Cerignola, invece, champagne e bollicine imperversavano per celebrare la visita al Verona.

Altro sindaco, altra città, stessa disconnessione sentimentale. A Foggia, a poche ore da un omicidio di un personal trainer incensurato e che ha scosso il capoluogo, la sindaca Maria Aida Episcopo, in una città disorientata dall’ennesima ingiustizia che ha coinvolto un innocente, commentava “divertita” sui social network: “Siete ridotti molto molto male, adesso vado in bagno a pulirlo nella mia pausa, tanto per informarvi veramente su tutto”, riferendosi evidentemente ad altre questioni personali. Uno scollamento che l’ex consigliere comunale Antonio Vigiano ha condannato: “Questo è il sindaco, volutamente con la “s” minuscola, di una città recentemente ferita mortalmente al cuore. È inutile, il decadimento di una città si vede in chi la rappresenta”.

E ancora, a Margherita di Savoia, il sindaco Bernardo Lodispoto assiste alla città che va letteralmente a fuoco. Dall’estate scorsa, ignoti hanno dato alle fiamme decine e decine di automobili, compresa quella del primo cittadino, senza che la città possa capire cosa stia effettivamente succedendo. L’ultimo esempio concreto, questa notte, con il rogo di quattro auto che hanno spinto i partiti di opposizione a sostenere che “non è più tempo di giustificazioni, di promesse elettorali da marinaio o di silenzi di comodo”. Sulla pagina istituzionale del Comune di Margherita di Savoia, campeggiano foto del primo cittadino sorridente con la bandiera blu e, prima ancora, alla presentazione di una libro per i 50 anni dell’Avis. Sull’emergenza sicurezza, ancora niente. Sullo scollamento dalla realtà di tanti sindaci, invece, ci sono tutti i sintomi.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *