venerdì, Marzo 6, 2026
Politica

Bonito bocciato dai sindaci si rivolge al Prefetto, ma viene bocciato ancora


Un incontro inusuale dal Prefetto di Foggia dopo due voti contrari. È questo quello che ha ottenuto, lo scorso 26 novembre, il sindaco di Cerignola dopo che i colleghi dei Reali Siti hanno opposto doppio parere contrario alla volontà di Francesco Bonito di togliere al Consorzio Fg4 le mansioni della gestione dei tributi.

Il Prefetto Paolo Giovanni Grieco, con una forma atipica, ha pertanto convocato i sindaci dei Reali Siti e il sindaco di Cerignola nonostante quella vicenda fosse definitivamente conclusa. L’incontro è stato peraltro assai infruttuoso, visto che le posizioni sono rimaste identiche, con Bonito isolato rispetto al progetto di depotenziare l’ente.

Alla base della decisione dei Reali Siti, tra l’altro, vi è anche una relazione redatta proprio da uno dei più fedeli collaboratori di Francesco Bonito, Sabino Di Gregorio, incaricato dal Consorzio, il quale ha individuato diversi profili di illegittimità nella proposta di delibera presentata dal sindaco.

“Incompetenza della giunta comunale”, “eccesso di potere”, “violazione del codice degli appalti”, “omessa istruttoria”, “vizio di motivazione per illogicità, arbitrarietà, irragionevolezza, irrazionalità e travisamento dei fatti”, “rischio di segnalazione contabile”, sono solo alcune delle contestazioni legali mosse nei confronti del Presidente del Consorzio e sindaco di Cerignola e che hanno spinti gli altri amministratori a bocciare la bozza presentata in assemblea.

Anche l’incontro in Prefettura di fine novembre tra i sindaci ha registrato momenti di tensioni e le solite promesse di Bonito di trascinare gente in tribunale, solo che questa volta alla performance hanno partecipato anche i funzionari dell’ufficio periferico del Ministero dell’Interno.

La situazione resta comunque tesa. Anche perché l’obiettivo dichiarato da Cerignola è quello di eliminare tout court il Consorzio. Una prospettiva su cui andrebbe aperta una riflessione corale, perché l’abolizione dell’ente guidato da Monica Abenante potrebbe non essere un danno, anzi. Ma la strada imboccata dal sindaco di Cerignola è la più sbagliata.

Compreso il ricorso inusuale alla Prefettura – con quest’ultima che si è prestata a un incontro nosense e apparso singolare anche agli occhi dei convocati – per ristabilire un ordine che però già è stato costituito con una doppia e sacra votazione democratica.   

Michele Cirulli


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