C’è sempre stato solo lui: Erminio Arminio

L’intervento dell’assessore allo sport Teresa Cicolella, mercoledì sera in consiglio comunale, ha svelato ciò che era evidente dal primo minuto: l’unica proposta valutata positivamente da questa amministrazione comunale è stata quella proveniente da Erminio Arminio e dalla sua Gaesi Srl. Arminio, come si ricorderà, è ancora sotto processo per una vicenda legata allo sversamento illecito di rifiuti tra la Campania e la Provincia di Foggia, Cerignola compresa.
L’assessore ha dichiarato che al momento sullo stadio non c’è nulla di concreto. Da una parte la burocrazia, per quanto riguarda il pubblico; dall’altra la difficoltà dei nuovi privati – top secret, per dire, e alcuni dei quali, se confermati, più che chiacchierati – di reperire fondi per costruire la nuova struttura sportiva da 5.000 posti.
Al di là dell’effettiva utilità di un nuovo stadio – e poi, l’attuale proprietà, l’unica in grado al momento di poter gestire una squadra in serie B, si impegna a guidare i gialloblu almeno per i prossimi dieci anni? – è stata l’approssimazione, per usare un eufemismo, a caratterizzare queste fasi di “trattative”.
Il progetto di Gaesi srl, chiavi in mano con un investimento complessivo di 50 milioni di euro e 30mila posti a sedere a fronte di nemmeno mille abbonati e nemmeno 2000 spettatori in media al Monterisi, è sembrato da subito spropositato. Tanto da essere deriso perfino in occasioni pubbliche dal Credito Sportivo. Eppure sul rapporto con Erminio Arminio, Bonito e Cicolella hanno spinto molto. Prima negando ogni tipo di relazione, poi rivendicando il legame.
“Alla gente non interessa chi è Erminio Arminio, ma interessa che si faccia lo stadio”, disse Cicolella nel 2024 in pieno scandalo allorquando l’affidamento stava per essere consegnato a una persona sotto processo per aver sversato, in tandem con altre persone, tonnellate di rifiuti nel sottosuolo di Cerignola e dei Reali Siti. Parole di una gravità assoluta che hanno messo in soffitta tutta la narrazione legalitaria di Bonito&Co.
E a dare un colpo di grazia alla narrazione legalitaria ci ha pensato anche il consigliere Michele Romano, più recentemente, con delle affermazioni nemmeno troppo sibilline, prima auspicando una trattativa tra Comune e criminalità, poi rincarando la dose parlando di zona grigia – ossia quella fascia nebulosa di incontro tra poteri che dovrebbero essere contrastanti – che avvolgerebbe l’intera città di Cerignola.
Verrebbe da chiedersi, a questo punto, a chi saranno affidati gli eventuali e prossimi lavori multimilionari.
E con quale serenità.
Michele Cirulli
