VIDEO | Referendum, avvocati a confronto: le ragioni del Si e del No

Si è tenuto ieri a Cerignola l’atteso incontro sul Referendum Giustizia organizzato dal MEIC presso l’Episcopio. Il confronto ha beneficiato dell’alto profilo giuridico di Michele Laforgia e Giuseppe Puntillo.
I due noti penalisti hanno sviscerato i tecnicismi della riforma: Laforgia, insieme a Nicola Famiglietti del relativo comitato, ha delineato con rigore le criticità per il fronte del NO, mentre Puntillo, con l’avvocato Giovanni Quarticelli, ha sostenuto le ragioni del SI portando la sua esperienza forense. Un dialogo di alto livello, moderato da Tiziana Brunetti, Giudice di Pace di Cerignola, essenziale per la cittadinanza.
Domenico Ziro
LE RAGIONI DEL NO: avv. Laforgia
LE RAGIONI DEL SI: avv. Puntillo

Votare NO. Per impedire ai Parassiti a spese nostre, impunità che gli evita la galera, loro per primi ci devono finire dentro. L’esito dei processi penali in italia peggiora con il si a questi ladri. Bisogna votare NO.
Annientati da Laforgia.
Invece occorre votare SI per limitare il potere di questi parassiti che sono i giudici politicizzati che usano il loro potere per i loro traffici personali e degli amici di meredsa, e inoltre speriamo che il voto del si porti davvero a punire e pagare quei caproni che commettono errori nel loro lavoro che viene profutamente pagato dalla collettività!!
CItrullo! Le Leggi le fanno i politici!
I giudici e magistrati le devono applicare! Anche se sono anticostituzionali. I ricorsi e annullamenti, richiedono tempo e voglia.
Il male sono i politici che depenalizzano e creano instabilità alla nazione intera.
Spegni la tv, stacca l’antenna e smetti di seguire le cazzate che sputacchiano i parassiti a spese nostre.
Citrullo sei tu. Io non guardo la tv , conosco i giudici, il loro operato sciagurato e i parassiti che vivono a scrocco della società
Votare Si per abbattere una associazione che ha tramato nelle istituzioni per difendere pochi e colpire gli avversari politici. La Vera Casta è l’associazione nazionale magistrati che all’interno del CSM tesseva le sue losche trame.