“E vabbè, è Natale”: così si è modificato il DNA di Cerignola

Non c’è stupore nelle immagini che circolano sul web, e che stanno facendo il giro di Italia, rispetto alle rapine e ai furti consumati in queste ultime settimane a Cerignola. C’è solo consapevolezza, infatti, dal primo all’ultimo cittadino cerignolano perché – è la frase ricorrente – “stiamo a Natale”.
Il cittadino medio è entrato in simbiosi con il corpo criminale, ne ha assimilato perfino le scadenze temporali. È proprio a Natale infatti che i delinquenti di caratura minore devono elargire regali, corrispondere le parcelle agli avvocati per i parenti che sono in carcere, togliersi quei vizi che altrimenti resterebbero desideri.
Ecco, tutto questo è entrato nel dna di una città perfettamente conscia che a Natale, da sempre, il numero dei reati sale in maniera vertiginosa. Non è un caso che nelle ultime settimane siano ritornati anche i furti a danno di semplici vetture utilitarie, mentre fino a ora il business della razzia d’auto ha riguardato in maniera esclusiva le macchine di lusso.
“E vabbè, è Natale” suona come una presa di coscienza collettiva dove l’unica legge che conta – e l’unica che ha valore concreto nella vita di tutti i giorni- è quella del mondo criminale.
Così, con naturalezza, Cerignola nelle settimane che precedono il 25 dicembre non aspetta soltanto il Natale, ma anche una scia di crimini sempre crescente, per poi attenuarsi di poco dopo le festività.
Non dev’esserci giudizio, non dev’esserci biasimo nei confronti del cittadino, che per decenni è stato lasciato solo dallo Stato (le forze dell’ordine diminuiscono e non aumentano), dalle istituzioni cittadine (in queste ore si parla delle luminarie e non della sicurezza) dalle istituzioni extracittadine.
Se questo è il contesto, il cerignolano si adegua all’abbandono pensando che “Vabbè, è Natale”, e non ci si può far niente.
Passerà anche quest’anno.
Perché poi arriverà “Vabbè, è Pasqua” e il “Vabbè, devono farsi le vacanze estive”.
Michele Cirulli

E di quale amministrazione passata,presente,e futura sarebbe la colpa?
Sono partiti per la meritatissima settimana bianca ? Peggio di Giannatempo quando ci abbandonó con le strade invase da neve
Maiali e basta al pari dei marioli
Da brividi. Purtroppo e’ la verita’.