lunedì, Aprile 15, 2024
Cronaca

Un caso di “Febbre del Nilo” dal Pronto Soccorso di Cerignola: dalla puntura di zanzara al ricovero

Marchiodoc - Ospedale Tatarella Cerignola

Un 41enne con la cosiddetta febbre del Nilo, malattia provocata dal virus ‘West Nile’, è ricoverato dal 31 luglio nel reparto di malattie infettive del policlinico di Foggia. Le sue condizioni sono stazionarie.  Il virus si contrae attraverso una puntura di zanzara infetta. Un focolaio di insetti positivi era stato individuato nei mesi scorsi nella zona a nord di Barletta.

Il 41enne ha avuto un primo accesso al pronto soccorso dell’ospedale di Cerignola con febbre, malessere generale, vomito e rush cutaneo, ed è stato poi ricoverato nel reparto di malattie infettive a Foggia quando è peggiorata la sintomatologia a livello neurologico, ovvero torpore, stato confusionale e sonnolenza.

Al momento, spiega il professore Sergio Lo Caputo, che segue la vicenda, le sue “condizioni sono stabili e in lieve miglioramento”. “Il virus – aggiunge – si trasmette solo attraverso puntura di zanzara infetta, e non è trasmissibile da uomo, anche infetto, ad altro uomo: l’unica forma di prevenzione è combattere il vettore, dunque con misure di disinfestazione ambientale”. Il virus, aggiunge, “ha un tempo di incubazione dai tre fino ai quindici giorni, ma il tempo stimato per la manifestazione sintomatologica in genere è di una settimana.

Nell’80 per cento dei casi chi viene punto da una zanzara infetta non manifesta sintomi, dunque è completamente asintomatico, solo l’1 per cento può manifestare sintomi neurologici e sviluppare un’encefalite e i decessi, in percentuale quasi inesistente, sono riferibili a persone anziane e con patologie pregresse o in condizioni di immunodepressione”.

Negli ultimi tempi, il virus del West Nile si sta espandendo anche nei paesi occidentali a causa dei cambiamenti climatici che portano ad una tropicalizzazione del clima. Già nei mesi scorsi, ricorda il professore Lo Caputo, “la regione Puglia aveva segnalato la presenza di questa tipologia di zanzara nella zona a nord di Barletta, per cui ciò aveva portato ad una serie di misure di prevenzione come il controllo delle sacche di plasma negli ospedali”. [Ansa]

Le spiegazioni della ASL di Foggia

In ragione del riscontro di positività alla West Nile confermato per l’uomo di 42 anni attualmente ricoverato presso il reparto di malattie infettive del Policlinico Riuniti di Foggia, la ASL dichiara che sono state avviate tutte le procedure in materia  di attività di sorveglianza veterinaria richiamate nell’ambito del “Piano dei Controlli Regionale Pluriennale in materia di Sicurezza Alimentare, Mangimi, Sanità e Benessere Animale – Piano operativo regionale per la sorveglianza veterinaria della West Nile Disease e dell’Usutu Puglia 2023-2024”.

“La situazione è costantemente monitorata – dichiara il Direttore Generale della Asl di Foggia Antonio Nigri – Messa in atto e monitoraggio delle misure dettagliatamente previste nel piano di emergenza Regionale sono la nostra priorità. In Italia e in Europa si è assistito nell’ultimo decennio all’aumento della segnalazione di casi importati ed autoctoni di alcune arbovirosi molto diffuse nel mondo, tra cui la Febbre del Nilo. Questo incremento dei casi importati ed autoctoni è correlato ai cambiamenti climatici, alla globalizzazione, all’aumento dei viaggi a scopo turistico e professionale verso molte zone del mondo, che hanno causato l’importazione e la riproduzione nel nostro territorio di nuove specie di vettori provenienti da altri Paesi. In questo nuovo scenario – continua Nigri – la presenza di vettori competenti alla trasmissione di malattie impone l’adozione universale e tempestiva di misure di lotta contro questi insetti e di sistemi di sorveglianza sanitaria estremamente sensibili, tali da limitare l’introduzione dei virus nel nostro paese e limitarne la trasmissione.”

“Per la prevenzione dei virus trasmessi da zanzare, la comunicazione del rischio, la formazione, l’informazione e l’educazione alla salute rivestono un ruolo determinante per ottenere la collaborazione della popolazione – spiega il Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Foggia Giovanni Iannucci – A tal fine, è essenziale eliminare tutti i focolai ambientali che possono essere rimossi, come oggetti presenti nei giardini che possono costituire piccole raccolte temporanee di acqua (ad esempio barattoli vuoti, sottovasi, contenitori senza coperchio, ma anche anfore ornamentali e giochi per bambini). Proteggere soprattutto gli anziani, le persone debilitate e le persone in condizione di vulnerabilità, per le quali la sintomatologia può essere più grave attraverso l’uso di repellenti cutanei. Soggiornare il più possibile in ambienti protetti da zanzariere e provvisti di diffusori di insetticidi ad uso domestico”.

Attive le misure di prevenzione e di contrasto alla diffusione del virus anche per la donazione di sangue ed emocomponenti, cellule, organi e tessuti, attraverso test di screening al fine di garantire l’autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti ed il mantenimento delle scorte di emocomponenti.


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Commentatore
8 mesi fa

Certo che a Cerignola non ci facciamo mancare proprio niente.
Un paese fenomenale.

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