Ospedale Tatarella, Diabetologia a rischio chiusura


Il Servizio di Diabetologia del Presidio Ospedaliero “Tatarella” di Cerignola rischia di chiudere: a lanciare l’allarme è l’Associazione Diabetici di Cerignola “Maria SS. di Ripalta – Onlus”, presieduta da Vincenzo Tampone. «Il reparto segue 2000 pazienti provenienti da tutta la Puglia – spiega il dottor Vincenzo Sgarro, Direttore responsabile del reparto – Dove altrove occorre aspettare anche un anno per una visita, a Cerignola si aspetta due mesi al massimo. In un giorno riuscivamo a sbrigare dalle 15 alle 20 visite. Tra l’altro, Cerignola è uno dei sei centri regionali che, dal 2019, prescrive i micro diffusori d’insulina e i sensori che leggono il tasso di glicemia istantaneamente. Sono 80 i pazienti che usufruiscono di questi dispositivi». In seguito ad un accordo siglato con la Regione, dal 2006 la Diabetologia di Cerignola eroga i PACC (Percorsi Ambulatoriali Complessi e Coordinati), una serie di visite (oculistica, cardiologica, biotesiometria, ecodoppler) che permette di ottenere un quadro clinico completo. Il tutto tramite una semplice richiesta medica e con esenzione.

La pandemia ha bloccato questo sistema rodato, ma è con l’allentamento delle misure restrittive che iniziano i veri problemi. Dice Tampone: «Tutte le visite che, con il day hospital, si potevano svolgere in mezza giornata, ora occorre prenotarle tramite il CUP una alla vota. Questo significa aspettare almeno sei mesi per ottenere un quadro completo». «La soluzione ci sarebbe – riprende il dottor Sgarro – Gli specialisti ambulatoriali sono tenuti svolgere 38 ore di servizio settimanale. Le ore mancanti al raggiungimento delle 38 ore si potrebbero fare qui a Cerignola. Il tutto senza costi aggiuntivi». La proposta, avanzata al facente funzione di Direttore Sanitario del Tatarella, Nicola Fida ad inizio 2022, non è stata però recepita: «La nostra impressione è che, quando tra pochi mesi il dottor Sgarro andrà in pensione, questo reparto chiuderà e le 2000 persone seguite resteranno senza un punto di riferimento», afferma sconsolato Tampone. Una prospettiva terribile per i diabetici pugliesi, che fanno affidamento su un presidio già sotto organico, visto che dei due medici, dei due infermieri e di un nutrizionista di cui si avrebbe bisogno, si va avanti solamente col dottor Sgarro e con un’infermiera.

Giovanni Soldano


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FRANCESCO
1 mese fa

QUALCOSA DI BUONO CHE C’E’ IN QUESTO PAESE CE LO VOGLIONO ANCHE TOGLIERE. ALLEGRI IN COMPENSO ABBIAMO LA MAFIA.

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