“Giustizia per Donato”, Bonito: ” Cerignola è al fianco della famiglia”

"Giustizia per Donato", Bonito: " Cerignola è al fianco della famiglia"

A 24 ore dall’udienza per l’omicidio di Donato Monopoli, sulla facciata del Comune di Cerignola campeggia un manifesto- affisso dall’amministrazione- con la scritta “Giustizia per Donato”. Un messaggio di solidarietà per la famiglia che da anni sta inseguendo la verità sulla morte del 26enne cerignolano, ammazzato brutalmente in una discoteca di Foggia e deceduto dopo sette mesi di agonia.

“Mi hanno sempre colpito la dignità, il garbo e la compostezza della famiglia Monopoli. Pur lacerati dal dolore per l’ingiusta perdita di un figlio- uscito per una serata di svago con gli amici e mai più rientrato a casa- hanno silenziosamente condotto una determinata battaglia per ottenere Giustizia per il loro ed il nostro Donato” commenta il sindaco Francesco Bonito.

“In questi anni – prosegue- ho letto i racconti dei familiari, ho seguito con attenzione e con dolore la pagina facebook Giustizia per Donato, ho percepito nettamente l’affetto della città e talvolta il senso di impotenza dei familiari del nostro giovane concittadino”.

“Come sindaco voglio che la famiglia Monopoli sappia che non sarà mai sola; che l’intera città vuole giustizia per un assassinio ingiusto e brutale; che i responsabili devono pagare per il barbaro omicidio; che domani – quando vi sarà l’ennesima udienza- in aula non ci saranno solo Giuseppe e Donata Monopoli, ma ci sarà ogni singolo cittadino di Cerignola”, conclude il primo cittadino.

Ieri Giuseppe Monopoli, padre di Donato, ha scritto sui social rivolgendosi ai giudici: “Con pazienza e fiducia abbiamo sempre assistito a tutte le udienze a volte restando senza parole, abbattuti ma sempre fiduciosi. Dopo aver combattuto con lui sette lunghi mesi e ci tocca lottare per fargli avere giustizia, per questo noi non ci arrendiamo, lo dobbiamo a Donato, lo dobbiamo ai nostri due figli. Immaginate solo per un attimo i nostri quasi quattro anni noi con la condanna più dura, ormai morti dentro senza sconti, senza appelli, senza scuse né attenuanti, condannati a vita. Non uccidiamolo per la seconda volta, il suo sorriso è stato spento a 26 anni, in fondo cosa stiamo chiedendo giustizia per il nostro bambino”, conclude Giuseppe Monopoli.



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