Protestare serve: i cattivi odori drasticamente ridotti?

Dopo i cattivi odori, il sequestro preventivo dell’impianto, la manifestazione di piazza dei cittadini esasperati dai miasmi, sembra che di colpo gli olezzi notturni siano cessati o quanto meno ridotti. Ad una settimana esatta dall’intervento dei carabinieri del comando di Cerignola e del NOE di Bari, la situazione sembra essere regolarizzata. Il puzzo, come ormai noto, è stato determinato dal combinato disposto di due fattori: il sottodimensionamento dell’impianto e gli scarichi illegali da parte di imprenditori, probabilmente in zona industriale.

Il depuratore, di proprietà  comunale ma gestito da Acquedotto Pugliese, è infatti tarato su una popolazione di 56.355 Abitanti Equivalenti (termine tecnico che definisce le quantità  di sostanze organiche biodegradabili, trattabili giornalmente dal depuratore) e sarà  ampliato su un target di 83.295 abitanti. Questa soluzione dovrebbe permettere di eliminare una parte dei problemi strutturali, ma per il fine lavori si dovrà  aspettare almeno fino ad ottobre 2018: in cantiere vi sono interventi di potenziamento e adeguamento dei pretrattamenti, dell’equalizzazione, del trattamento biologico, dei trattamenti di affinamento e della linea fanghi. Sarà  installato, inoltre, un nuovo impianto di deodorizzazione e adeguato ai limiti di legge il trattamento terziario per l’affinamento delle acque. Il GIP Marco Ferrucci, nell’ordinanza di sequestro preventivo, oltre a concedere la facoltà  d’uso del depuratore, ha disposto che i lavori vadano ultimati entro e non oltre sei mesi. Una possibilità  difficilmente realizzabile, ma che ha indotto Aqp a rivedere la tabella di marcia e a riconsiderare le priorità  di intervento.

Di pari passo si dovrà  puntare anche su un sistema di controllo delle aziende, verosimilmente quelle presenti in zona industriale, che immettono nelle fogne pubbliche i fanghi non trattati, determinando in questo modo il tilt del depuratore (a febbraio del 2016 la stazione centrale di depurazione risultava inattiva da almeno sei mesi). L’amministrazione comunale si dice impossibilitata a commissionare operazioni ad hoc con appena 36 unità  nel corpo di Polizia Municipale, ma sembra essere bastata la notizia di un possibile allargamento dell’indagine dei carabinieri sugli imprenditori della zona industriale, per far cessare di colpo, almeno per qualche giorno (a ridosso del sequestro) il fenomeno degli odori nauseabondi nella città  di Cerignola.

Nel frattempo si incrinano i rapporti tra amministrazione comunale e il comitato dei cittadini che si è riunito per protestare rispetto alle politiche ambientale dei mettiani chiedendo la testa del sindaco. Questi ha senza mezzi termini offeso i manifestanti in più riprese: nel prossimo consiglio comunale in programma si prevedono altri momenti di protesta nell’aula Giuseppe Di Vittorio di Palazzo di Città . “”Vorrei precisare che i cittadini dei gruppi legati alla mia persona che parteciperanno al Consiglio Comunale non fanno parte del movimento politico facente capo al sig. Bevilacqua e ai Ribellioni e che non ci interessa in alcun modo parlare di politica””, riferisce Maria Sciscio, che ha avviato la protesta.

Michele Cirulli

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