Primarie PD, così Iaia rottama Renzi, Gentile & Company

Il PD di Capitanata ostaggio dei dinosauri, con buona pace della rottamazione di Renzi e del cambiamento promesso a partire proprio dal sud. E se la logica non cambia, c’è chi, come Iaia Calvio, ex sindaco di Orta Nova e volto pulito della politica foggiana, tira i remi in barca e si pone al di fuori delle primarie del 30 aprile. Motivo? Chiarissimo: se conta la logica dei feudi- con Elena Gentile, Italo Pontone, Aldo Ragni & Co- allora il riformismo nasce azzoppato.

Quindi meglio starsene fuori e non mischiarsi.

La Calvio affida a Facebook un lungo sfogo : “”Mi sarei aspettata un po’di coraggio, a partire da Matteo Renzi, che evidentemente non ha ben compreso che una delle cause più importanti delle sue difficoltà  è stata l’aver lasciato i territori ancora in ostaggio di quelli che lui stesso ha definito dinosauri. Mi sarei aspettata maggiore coerenza quando si sono fatte le liste a sostegno della sua mozione””. E nelle liste a favore della sua mozione spunta il nome di Elena Gentile, europarlamentare che da mesi girovaga per Roma per strappare una candidatura al Parlamento in previsione delle elezioni del 2018. Insieme a lei altri nomi di vecchia conoscenza della politica foggiana.

“”Non ne posso più di bizantinismi di schieramento, di primarie usate come “”armi improprie”” per impallinare questo o quello, o adoperate per il riposizionamento di certuni. Non ne posso più- rimprovera Calvio- delle processioni verso Roma con alcuni che, come i Magi, porteranno al neo eletto segretario non oro incenso e mirra, ma la “”propria urna”” con dentro i voti del 30 aprile come fossero il loro personale titolo per maturare un credito””. Il riferimento ad Elena Gentile, pur non citata e visti i pregressi che hanno contrapposto le due donne del Pd foggiano, sembra quasi automatico.

“”Non voglio più che il mio voto serva a coloro che sono stati e sono tra i maggiori artefici dell’atrofizzazione e dell’imbarbarimento del Partito da queste parti, per continuare ad esercitare la loro nefasta influenza su questo territorio, la Capitanata, così assurdamente confermandoli nella convinzione autoreferenziale del se così si vince, vuol dire che così com’è funziona””.

Secondo la Calvio a Renzi mancherebbe “”il coraggio di spezzare quelle catene che stanno mortificando uno straordinario capitale umano e politico stufo di essere servente all’ingordigia di potere di alcuni, dei soliti, degli stessi””.

Dunque l’ex sindaco di Orta Nova non sarà  della partita, nonostante nella prima parte delle primarie, quella riservata ai soli iscritti, avesse tirato acqua proprio al mulino di Matteo Renzi. L’addio al PD sembra dietro l’angolo, se le dinamiche dovessero rimanere le stesse.

“”Ecco perchà© questa volta non parteciperò. A partire da adesso- conclude- non mi presterò più, non sarò più corriva, non sarà  più con me e anche attraverso me, non contribuirò più a far perdere al Partito Democratico l’ennesima occasione, almeno da queste parti. Non contribuirò più a mantenerlo ancora sospeso tra quello che voleva essere quando è nato e quello che ancora non è. Tutto questo non lo accetterò più””.

La porta rimane quasi chiusa definitivamente, a patto che si ritorni alla rottamazione: “”Mi auguro che torni quel Matteo delle origini, quello dell’audacia, del coraggio, della sfrontatezza e della passione, che metta finalmente in pratica quel progetto di rinnovamento nella acquisita consapevolezza che per farlo non ci possono essere scorciatoie e bisogna rischiare. Se sarà  quella la strada che intraprenderà , su quel cammino ci ritroverà  in tanti””. Nel frattempo Iaia rottama Renzi, Gentile e compagnia piddina.

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