“”Multe illegittime se fatte con videocamere””. Così il Prefetto bastona Metta e Delvino

Parcheggio in divieto di sosta immortalato e multato attraverso la videosorveglianza? La sanzione è illegittima. A dirlo è la Prefettura di Foggia che, uniformandosi al parere del Ministero dell’Interno e sollecitata dai consiglieri comunali del centrosinistra di Cerignola, ha ritenuto “”illegittime”” le contravvenzioni comminate agli automobilisti indisciplinati che però sono stati puniti non attraverso la canonica contestazione diretta del vigile urbano, ma tramite l’occhio della videocamera.

Così, il cavallo di battaglia su cui Franco Metta e il dirigente Francesco Delvino hanno giocato forte, talmente forte da inserire poste in bilancio di previsione provenienti dalle sanzioni per un totale di 6 milioni di euro, viene azzoppato dall’ultima comunicazione del Prefetto. Aprendo non pochi problemi anche da un punto di vista amministrativo: Quelle somme rivenienti dalle infrazioni al codice della strada e catturate dall’occhio elettronico, ora dove troveranno motivazione di esistere?

La Prefettura evidenzia che “”la non utilizzabilità  delle risultanze dei sistemi di videosorveglianza per la contestazione dei divieti di sosta e di fermata deriva dall’inesistenza del presupposto necessario per effettuare la contestazione differita””. Ossia, da oggi in poi, dovrà  essere il vigile urbano a comminare sanzioni e non una telecamera, visto che le auto dei trasgressori sono facilmente individuabili ed in molti casi i conducenti sono ancora all’interno della vettura.

“”””Infatti- si legge nella nota- l’utilizzo del sistema di videosorveglianza per l’accertamento delle violazioni seppur gestito e presidiato da un operatore di polizia, presuppone, già  di per sà©, l’assenza dell’organo accertatore sul luogo dell’infrazione e, di conseguenza, l’impossibilità  di procedere a contestazione immediata anche in presenza del trasgressore e del proprietario””. La batosta, soprattutto per un ente che ha preventivato 6 milioni di introiti provenienti dalle multe per mezzo di videosorveglianza, è rumorosa. I cittadini già  vessati (dai primi calcoli ad essere sanzionati un cerignolano su due) già  pensano ai ricorsi. Se ne prevedono a fiumi.

Il sindaco di Cerignola, nonostante gli avvisi di associazioni di categoria e di parti politiche avverse, ha sempre tirato dritto sul rischio dell’illegittimità  delle multe: “”Ogni tanto- raccontava sul proprio profilo Facebook- vado a curiosare in Centrale Operativa di Video sorveglianza. Ed eccoli qua i nostri “”campioni””. Auto in sosta dove non è consentito l’accesso. Davanti alla scuola Pavoncelli. Multa. Piazza Carmine. Piazza Matteotti. Soste vietate. Multe come se piovesse. Questo è un campione. Sosta in viale di Ponente, davanti ad uno scivolo per disabili. Multa. Una occhiata a corso Scuola Agraria? Multa! Le multe arrivano, oh se arrivano. E si pagano””. Le multe effettivamente sono arrivate. Ma sono illegittime. Per il mese di ottobre, a pochi giorni dall’entrata in vigore della centrale operativa già  inaugurata tre volte sotto le amministrazioni Valentino, Giannatempo e Metta, sono state comminate attraverso telecamere una valanga di contravvenzioni: “”Nel mese di ottobre corrente anno, a mezzo del sistema di videosorveglianza comunale sono stati elevati n. 650 verbali di contestazione di infrazioni al codice della strada””, informava l’amministrazione comunale che con una media di 150 mila euro al mese di entrate per infrazioni al codice della strada è stata accusata di “”voler far cassa sulle spalle dei cittadini””. Ed il confine tra rispetto delle regole e fare cassa, a Cerignola, è stato molto labile. Anche perchà© nel consiglio comunale convocato per approvare il bilancio, dove sono preventivate somme per 6 milioni di euro provenienti da multe, il consigliere mettiano Michele Monterisi sembrò essere molto chiaro su come investire il denaro: “”Naturalmente dovremo aspettare e sperare sui cittadini poco educati alla guida, ciò permetterà  di non buttarli (i soldi, ndr), di far sì che queste strade vengano sistemate””.

I consiglieri del centrosinistra di Cerignola, che già  avevano posto l’accento sull’illegittimità  dell’uso disinvolto di videocamere di sorveglianza, oggi chiedono la testa del dirigente Francesco Delvino: “”””Noi- ha commentato Mario Rendine- lo abbiamo denunciato per tempo, ma come sempre accade, nessuno dell’amministrazione ci ha dato ascolto. Hanno preferito, ancora una volta, fare cassa sulle spalle dei cerignolani, così come successo per la TARI e come sta succedendo per la ZTL. è vergognoso ed intollerabile! Così come non à© più possibile tollerare che Delvino continui a rivestire il ruolo di Comandante della Polizia Municipale. Chiediamo, a voce alta, che venga sollevato dal suo incarico””.
Michele Cirulli

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