L’Intervista | “”Io che amo solo te””. Bianchini al Righi

Gli adolescenti raccontati da un eterno loro amico e confidente. Si potrebbe riassumere in questo modo la giornata dedicata all’invito alla lettura, organizzata dalla professoressa dell’Iiss Righi Raffaella Morra, al centro della quale ha furoreggiato l’idolo dei giovani Luca Bianchini.

Dopo aver trionfato ai botteghini con le trasposizioni cinematografiche dei suoi libri, ultimi di una serie fortunatissima di best seller certificati, l’autore di Io che amo solo te e La cena di Natale incomincia il suo tour in Puglia partendo proprio dalle nostre parti, per poi spostarsi a Foggia nei prossimi giorni.
Il romanziere, speaker radiofonico ed anche sceneggiatore cinematografico, proveniente da quel di Torino ha conquistato la platea di ragazzi con la sua verve istrionica e imprevedibile; ragazzi cui non fa difetto la passione per l’arte, mostrato nelle rappresentazioni teatrali svolte dalla compagnia di commedianti fra i banchi, tanto da far dichiarare al dirigente scolastico Irene Patrizia Sasso . “”Noi non facciamo alcuna differenza fra il liceo scientifico-tecnologico e gli indirizzi tecnici””.
Più volte calato in picchiata fra le sedie allo scopo di sondare il suo uditorio, Bianchini non teme di rompere l’illusoria quarta parete che ingabbia solitamente i conferenzieri; presenta la sua ultima fatica letteraria, dal titolo sprezzante Nessuno come noi, nel quale l’autobiografismo impera e si dispiega dopo un raccoglimento certosino e instancabile.

Risponde alle nostre domande con una franchezza da far dimenticare la sua origine continentale, a suo perfetto agio nella stanza ovattata al secondo piano dell’istituto, con un sorriso garbato e irriverente allo stesso tempo perennemente dipinto sulle labbra.

– Luca Bianchini, nei suoi sette libri domina l’amore alla maniera dei giovani. Ma secondo lei c’è una differenza su come viene vissuto al nord e al sud Italia?

– Oddio, questa mi mancava come domanda. Diciamo che culturalmente forse al sud c’è più controllo. Quando io vengo in Puglia ad esempio, mi chiedono subito “”Dove sei, dove sei?””, una domanda che non ti fa nessuno nelle altre regioni. Quindi diciamo che il controllo implica gelosia, implica il desiderio di fuga. Forse l’amore non cambia, può cambiare la gestione dell’amore, che pè una cosa molto più complessa.

– I giovani da lei rappresentati solo perlopiù estranei alla politica. Lei registra uno stato di fatto oppure fa parte della sua politica compositiva?

– Ma che bella domanda! E’ una mia politica di composizione. Nel senso che mi piace fare politica senza parlarne. Perchà© secondo me puoi trasmettere messaggi forti, civili e forti, di integrazione e uguaglianza anche se non parli esplicitamente di politica. Io ho lettori di tutte le inclinazioni politiche per cui anche esporre uno ne modo o nel l’a non ho nessuna voglia Per me è il libro è una festa, e nessuno deve litigare sulla politica, almeno sul mio libro.

– Da divulgatore letterario, nel suo programma di Radio 2 Colazione da Tiffany, cosa consiglia a chi è totalmente a digiuno di letteratura per essere stimolato a leggere?

– Per i giovani consiglio ai genitori di leggere loro. quella è una cosa importante. Genitori, volete far leggere i figli? Leggete voi, e i figli vi imiteranno. Perchà© i figli imitano i genitori. Non a caso se vieni educato bene, rispondi a quel modo. E poi non sforzarli : fatevi avvicinare ai fumetti, non aver paura, non partire da subito a leggere perchà© la cugina legge già  libri e deve andare in competizione. Avvicinali ai fumetti, deve essere un piacere. Tutto ciò che viene inculcato come obbligo spesso ottiene un risultato opposto.

– Lei ha criticato la pervasività  dei social media e delle tecnologie digitali. Ma da ex pubblicitario non vede anche lati positivi?

– Certo. Io predico bene e razzolo male. Certo che ha lati positivi! Semplicemente non bisogna abusarne. A letto, magari, il telefono caricarlo in una stanza vicina, in modo da non star lì a spippettare di continuo.

– Per finire, cinema e letteratura possono alimentarsi a vicenda, o crede che uno tenda a soppiantare l’altro?

– Sarebbe bello se si nutrissero l’un l’altro. Di film mancano un po’ di originali. Ultimamente i film si sono un po’ accollati alla letteratura, che per me è un bene, scrivendo io romanzi.. Pero forse raccontano un’incapacità  di raccontare storie nuove, invece non abbiamo sempre bisogno di storie nuove.
Enrico Frasca

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