L’uso della parola secondo Renna (Metta avvisato, mezzo salvato)

L’omelia del vescovo Renna nel giorno della celebrazione della Madonna di Ripalta ha avuto come tema la parola. Destinatario? Non solo l’amministrazione comunale, premette il vescovo, lasciando intendere che di sicuro il primo destinatario sia il mondo politico.

 

I rosiconi e sciacalli. Io credo che Maria ci insegni con queste parole il coraggio di dire la verità . La verità  su ciò che ci manca, la verità  su ciò che ci fa soffrire. A volte per pudore la verità  non la si riconosce; altre volte si storna l’attenzione da ciò che ci farebbe penare o ci metterebbe in difficoltࠝ, sottolinea Renna. Infatti, prosegue, fare diagnosi, dirci cosa non va, saper insieme individuare problemi che hanno tanti nomi “ illegalità , immoralità , disoccupazione, vizio del gioco che getta sul lastrico famiglie, inquinamento-, significa aver cominciato a risolverli. Tutto il contrario di quel rosiconi, bavosi, crepate che il sindaco Metta riserva a chi individua problematiche, temi, approfondendo dinamiche spesso dimenticate. Coraggio Cerignola, impara dalla tua Madre celeste a sapere riconoscere le verità  scomode del vino che ti manca: solo così potrai progettare un futuro migliore!, aggiunge il vescovo nell’omelia.

Gli insulti social. Il bambino trimone, gli auguri di morte del sindaco ai cittadini (crepate!), gli appellativi offensivi a chiunque (e sono in tanti) non la pensano come lui. A Cerignola molto spesso la parola forma relazioni caratterizzate da violenza, da incomprensioni, accende fuochi che rimangono in vita per anni e sono duri a spegnersi. Cari Cerignolani, impariamo a dare una forma diversa alle nostre relazioni a partire da parole dette con prudenza- l’auriga delle virtù- nei contesti giusti, con rispetto, con il desiderio di volere il bene dell’altro, senza offendere. Diamo forme alla società  attraverso un modo diverso di parlarci sulla carta stampata, nei social network, nei dialoghi. Una parola sui social network: infangare una persona con l’anonimato della firma nei blog è un peccato contro il rispetto dell’altro, oltre che ad essere un gesto vile perchè rimane nell’anonimato. Commenti anonimi di semplici cittadini sui siti locali, ma anche personaggi pubblici, politici, che si parlano sulla stampa.

Fatti non chiacchiere. Cita Dante, Renna: con l’opera tacendo. Si può vivere il servizio apparentemente più umile con alterigia e arroganza, e quello più alto agli occhi degli uomini con umiltà  e spirito di disponibilità . A volte i nostri ruoli diventano postazioni dalle quali non si serve con uno stile cristiano, aggiunge. Infine: Solo con il servizio si arginano le urgenze delle povertà  che sono tante. Solo con lo spirito di servizio si estirpa ogni parvenza di tornaconto personale, conclude Renna.
La sporcizia. Proprio mentre il vescovo rilasciava questi concetti nel Duomo, una pagina simil satirica legata al PD ironizzava sul ritorno di Salvatore Tatarella nella città  natìa: “”Questa è la prima volta in cui non è venuto a prendere voti””. SI è scatenata una bufera sul profilo a trazione piddina, anche alla luce della battaglia per la salute che l’ex sindaco sta attualemente conducendo. “”E’ solo satira””, si difendono i supporters piddini. Rimane da chiedersi, al di là  del cattivo gusto, perchè la satira che per definizione mira il potere, su La Sporchizia non guarda mai al potere di casa PD.
La reazione di Metta. “”Anche a questo magistrale insegnamento dobbiamo aprire cuore e mente. Senza dimenticare che “ pur nella estrema eleganza dell’eloquio e nella saggia scelta delle parole “ Sua Eccellenza Monsignor Renna ha definito come peccato contro il Quinto Comandamento l’uso violento e scriteriato dei social, al fine di ferire, diffamare, offendere. Triste sollazzo di alcuni scriteriati, che nulla rispettano, nemmeno le istituzioni religiose e civili. Chi è senza peccato, scagli la pietra. E, dunque, non ho pietra alcuna da scagliare. Vale per chi scrive, vale per chi legge””, sottolinea MEtta facendo mea culpa. In attesa del prossimo post o della prossima irruzione verbalmente violenta, come è nel suo stile.
 

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