venerdì, Dicembre 5, 2025
Cronaca

Che cos’è e da dove viene il progetto Moldaunia

Per molti, la Brexit ha rappresentato, fino alla definitiva espressione delle urne britanniche, una inutile concessione alla pancia emotivamente scossa della nazione inglese. Eppure il verdetto è stato schiacciante. I tre quarti dei sudditi di Sua Maestà  hanno decreto l’uscita dall’Unione. Apriti cielo. La Finlandia vede e rilancia una propria consultazione.

 
E non è ancora detta l’ultima parola. In Italia i movimenti scissionisti sono tornati ad alzare la testa prepotentemente, perfino nella placida Capitanata, in cui il 26 luglio approderà  in discussione nel Consiglio provinciale la richiesta di un referendum consultivo per la fuoriuscita della provincia di Foggia, che quindi riguarda noi da vicno, dalla Puglia per entrare nel Molise. Il movimento Moldaunia, capeggiato dal suo carismatico fondatore, ing. Gennaro Amodeo, esulta e crede fortemente nel favore della consultazione potenziale.

Tutto inizia quindici anni orsono, quando Amodeo, un signore di Foggia, organizza un’associazione di volontà  popolare al fine di separare la Capitanata dalle grinfie di una regione considerata rapace e sorda al grido di angoscia dell’economia dell’hinterland foggiano. Da subito, i 61 comuni della provincia promettono, verbalmente tuttavia, l’appoggio alla sua iniziativa. Dall’altra parte, le amministrazioni provinciali, a guida Agostinacchio, Stallone e Pepe si chiudono in un garbato silenzio di fronte alle richieste di consultazione popolare avanzate dal neo costituito movimento ribattezzato Moldaunia.

Ma venne il 2011. Era l’annus horribilis delle province, in cui sembrava più vicina l’abolizione a lungo decantata. Proprio in quell’anno fatale, i consigli delle tre circoscrizioni di Foggia, a stretta maggioranza, si esprimono a favore dell’indizione di un referendum. Da allora, i comuni più grandi, come San Severo nel 2013, si accodano al corteo trionfalmente di Amodeo.

Nel frattempo si aggiudica la poltrona di presidente della provincia Miglio, il quale si fa notare per il suo atteggiamento comprensivo nei riguardi dell’ingegnere patriottico.

Nel frattempo, il progetto acquisisce sempre più terreno. SI accodano al carro del presunto vincitore Torremaggiore e Apricena, allettati anche dalle blandizie del contenuto costo economico dell’operazione. Secondo le considerazioni dell’ingegnere, al costo di un euro procapite per ciascun abitante della provincia, il referendum sarebbe alla portata di tutti. Nell’affare si fiondano anche i comuni dei Monti Dauni.

Illustri opinionisti hanno espresso opinioni contrastanti, dalla compaesana eurodeputata Elena Gentile, da sempre contraria all’iniziativa, all’agguerrito segretario della Fiom Maurizio Landini, possibilista se non sostenitore quest’ultimo.

Da pochi giorni è balzata sulla stampa la richiesta d’accorpamento del referendum targato Moldaunia a quello costituzionale di indirizzo renziano. Stratagemma che, a detta degli estensore dello stesso, garantirebbe un risparmio economico notevole della macchina organizzativa di entrambi.

Non ci resta che attendere nei prossimi giorni la decisione del consiglio provinciale del 26 maggio, perdurando nel dilemma sospeso fra espressione di una genuina volontà  popolare oppure di un immensa operazione simbolica e controproducente.
Enrico Frasca
 

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