Un mese per decidere il destino di SIA. L’ultima parola il 31 luglio

E’ stata una riunione ad alta tensione, quella di martedì mattina, con momenti molto concitati sedati dall’intervento delle forze dell’ordine. La questione SIA, nei comuni di Cerignola e dei 5 Reali Siti, potrà  conoscere la parola fine solamente il 31 luglio, termine entro cui i consigli comunali delle città  del Consorzio di Igiene Ambientale FG4 dovranno approvare l’erogazione di addendum da destinare nelle casse della società  che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti.

 
La proposta, tra l’altro già  partorita lo scorso 15 giugno, aveva trovato (quasi) tutti d’accordo salvo risolversi in un nulla di fatto: al centro della discussione il riadeguamento dei contratti di servizio tra i comuni e la società  di rifiuti, con conseguente ritocco al rialzo dei costi da sostenere da parte dei sindaci per mantenere in vita i 300 dipendenti SIA.
Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia. I due comuni della BAT, che fanno parte del CIA, attraverso i sindaci Francesco di Feo e Michele Lamacchia, hanno dichiarato la loro indisponibilità  a ripianare i buchi all’interno dei bilanci. Anche perchè in vista ci sarebbe la stangata proveniente dal conferimento dell’immondizia a Grottaglie dopo l’esaurimento del V lotto di discarica Forcone Cafiero (a tonnellata il costo di smaltimento passerebbe da 80 a 165 euro).   I due sindaci, che rappresentano i comuni più virtuosi in fatto di pagamenti e raccolta differenziata, spingono affinchè la soluzione passi attraverso il recupero dei crediti di SIA srl. Basti pensare, infatti, che le sole Cerignola e Margherita di Savoia, insieme, vantano debito verso l’azienda per oltre 5.5 milioni di euro. Per questo ieri mattina di Feo e Lamacchia, insieme al sindaco Marrano, hanno disertato la seduta inviando una lettera in cui si dicono indisponibili a pagare debiti altrui.
Addendum. Il risultato ottenuto a margine della seduta di ieri mattina impegna i sindaci di Cerignola e Reali Siti a mettere mano ai bilanci comunali per trovare liquidità  da immettere nelle casse di SIA per un valore di circa 7 milioni di euro garantendo la continuità  aziendale. La stessa proposta era stata partorita lo scorso 15 giugno, trovando tutti d’accordo, ma l’indomani vi era stato un incontro ufficioso- con l’esclusione del presidente del CIA Franco Metta, per trovare una soluzione alternativa e meno penalizzante. I sindaci dei Reali Siti avrebbero voluto pagare immediatamente i buchi del bilancio di esercizio 2015 (2,5 milioni di euro) per poi ricontrattare i termini della Tari a partire dal 1° gennaio 2017. Ipotesi che non ha trovato il favore del management, che invece ha bisogno di soldi in breve tempo: in un contesto molto infuocato, con proteste rumorose e minacciose dei dipendenti sui quali ricadono indecisioni e mala gestio degli ultimi anni (compreso l’ultimo), si è trovata la quadra, che consiste nella riproposizione della delibera disattesa dallo scorso 15 giugno. Ci sarà  tempo fino al 31 luglio: se i comuni non si adeguano, SIA fallirà .
Margherita di Savoia. Un’altra incognita è rappresentata anche da Margherita di Savoia. Con propria ordinanza, il sindaco Paolo Marrano ha deciso che dal 14 luglio il suo comune lascerà  SIA per aderire a Barsa. Pare però che la trattativa si sia arenata, perchè i costi sarebbero addirittura di un importo doppio rispetto a quelli sostenuti fino ad ora.  Ed è per questo che i sindaci del CIA stanno studiando delle soluzioni che tengano conto di eventuali defezioni “ non solo temporanee- e sugli impatti che queste potrebbero avere sui bilanci. Adesso si aspettano eventuali comunicazioni non solo da Margherita di Savoia (ritornerà  in SIA?) ma anche da parte degli altri due comuni della BAT.
Lavoratori e scioperi Molta tensione, diverse intemperanze e grande apprensione. è questo il prodotto dell’incertezza nata intorno al destino della società  e ai debiti che la SIA ha accumulato e continua ad accumulare a causa di inadempienze passate e altrettanto pesanti indecisioni odierne.  L’altra data importante per i dipendenti è fine giugno, momento entro cui i lavoratori si aspettano di vedersi riconosciuti stipendi, quattordicesima e corresponsione dei contributi. Ma il management è chiaro: al momento i soldi per pagare non ci sono più e non sono esclusi scioperi nella raccolta dei rifiuti. Nell’attea di conoscere se saranno intraprese azioni legali nei confronti di San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli e Margherita di Savoia.
Michele Cirulli
 

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