Così Piazzolla ha distrutto il cerchio magico cerignolano della sanità 

è entrato in punta di piedi come commissario straordinario scelto da Nichi Vendola in chiusura di mandato, per sostituire Attilio Manfrini bloccato dalla riforma Renzi sulla pubblica amministrazione e sul limite d’età  per i manager; poi, con l’avvicendamento in via Capruzzi a Bari, il suo nome è rimasto indissolubilmente legato al ruolo di guida della Asl di Foggia.

 
 
Vito Piazzolla, barlettano, compie un anno alla conduzione della azienda sanitaria locale. Risponde solo ad Emiliano, è il giudizio condiviso di chi conosce le doti del direttore generale. Ex dirigente dell’Ares, la sua missione è quella di far quadrare i conti con un occhio sulla qualità  dei servizi. Ma quando è arrivato a Piazza della Libertà  qualcuno deve avergli detto di prestare attenzione alla sanità  foggiana, a quel groviglio di interessi e di relazioni talvolta pericolose. Ed ancora oggi Piazzolla non si fida di nessuno. O meglio, non si fida di proprio tutti i suoi dipendenti. Certe rendite di posizione, consolidate sotto l’amministrazione di Attilio Manfrini, sono state smantellate in breve tempo e i referenti della sanità  del cerchio magico cerignolano (Manfrini, appunto, Gentile e Liscio) appaiono destrutturati. In alcuni casi quasi commissariati.
Ad avanzare, come braccio destro di Piazzolla, è Cesare Cervia. Toscano di origine, Cervia vive a Foggia da 30 anni e già  dal 2000 ha contatti con la ASL del territorio dapprima come consulente (controllo di gestione) nelle Asl FG1 e FG2, poi con concorso è diventato dipendente dell’azienda. Ha lavorato nel suo settore di competenza anche con l’ex direttore generale Attilio Manfrini ed è stato riconfermato e promosso da Piazzolla, che gli ha affidato anche la dirigenza del settore economico “ finanziario, dopo l’esilio di Michele Ciavarella “ causa: rotazione- a San Marco in Lamis. L’ascesa del plenipotenziario è legata al nuovo corso della sanità  targata Emiliano. E pare sia uno dei pochi dirigenti di cui il direttore generale si fidi. Tanto che, in più occasioni, Piazzolla è stato costretto a ricorrere a una sorta di commissariamento. Ad esempio per il comparto personale, diretto da Anna Maria Gualano, espressione del vecchio establishment manfriniano-gentiliano.
La dirigente è stata affiancata da un altro Piazzolla, Pino, anch’egli barlettano, che offre attività  di consulenza a titolo gratuito per conto della Asl su impulso e amicizia del direttore generale. Così come da Barletta è stata chiamata agli ordini anche Mina Degennaro, già  dipendente “ proprio come il direttore generale- dell’Ares, l’agenzia regionale della salute. Quando è arrivata a Foggia, la neo dirigente ha nei fatti esautorato Ennio Guadagno agli affari generali, e quest’ultimo ha dovuto imboccare la strada di Troia. Un’altra figura di primo piano nella nuova sanità  è Massimo Raponi, che ha girovagato tra Regione Puglia, Asl, Comune di San Severo e alla Provincia di Foggia prima di fare nuovamente approdo, da qualche mese, nei locali della Camera di Commercio dove insiste la nuova sede dell’azienda.
Al momento Raponi  è dirigente del settore patrimonio (insieme a Ruocco) e la sua indipendenza dalle logiche passate (pare sia vicino a Leo Di Gioia) pare lo abbia messo in luce favorevole. Rimane invariata, invece, la situazione all’ufficio tecnico. Prima che diventasse il capo della sanità  foggia, Attilio Manfrini era direttore della struttura: con la nomina del 2012, però, l’ingegnere cerignolano lasciò vacante quella postazione, nei fatti gestita in toto dal suo amico fidato Pippo Liscio, del settore manutenzioni.
Nonostante il vento sia cambiato, però, Piazzolla continua a mantenere aperta quella posizione lavorativa, strategica soprattutto alla luce dei forti finanziamenti da gestire. Sono circa 70 milioni di euro a dover passare dalla Asl di Foggia per dare attuazione al piano di riordino ospedaliero contrattato con il governo nazionale.     Mentre tutto tace per il nuovo direttore amministrativo: le trattative con Marcello Sciarappa, ex comandante dei carabinieri, sono state interrotte in seguito alle dimissioni di Giuseppe Nuzzolese, altro braccio destro ARES di Piazzolla che ha abbandonato la ASL di Foggia a qualche mese dall’ottenimento dell’incarico.
L’ex militare avrebbe dato una adesione di massima, ma ci sarebbero diversi nodi ancora da sciogliere. Alla base delle divergenze, anche questioni contrattuali, giacchè un direttore amministrativo, carte alla mano, annualmente riesce a incassare quasi 30 mila euro lordi in meno rispetto ad un dirigente semplice.      Dunque, mancherebbe il coordinamento dei dirigenti, la cui penuria è di gran lunga uno dei problemi atavici della azienda sanitaria di Foggia.  Cresce Cervia, arrivano i barlettani e rimangono vacanti posti strategici.
Michele Cirulli
 

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