Tempo di nomine in Curia: così Renna vuole cambiare la Chiesa

è tempo di nomine nella Curia di don Luigi Renna, il nuovo vescovo di Cerignola subentrato a Felice Di Molfetta, che lo scorso gennaio ha abbandonato tra contestazioni e recriminazioni il ruolo di guida spirituale della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano.

 
Mentre impazza il toto-nomi, che ha innescato il tatticismo dei giornali legati al vecchio establishment, ci sono già  dei punti fermi da cui partire: Renna in pochi mesi ha reciso il cordone ombelicale della Chiesa dimolfettiana con la politica mettiana e ha eliminato i chiacchierati rapporti con il mondo imprenditoriale.
Il turn over nella cabina di regia non sarà  immediato, perchè “ come ha confidato in più occasioni ai suoi collaboratori- Renna auspica una riforma della Chiesa locale più che una rivoluzione, opzione “ quest’ultima- che lascerebbe irrimediabilmente sul campo scontenti, ferite aperte e scollamento ulteriore del mondo cattolico. E la controparte legata dell’ancient regime starebbe giocando a viso aperto per conservare le proprie postazioni.  Le nomine arriveranno gradualmente, anche se già  i colpetti a mezzo stampa attraverso gli house organ non mancano, con rendite di posizione che starebbero venendo meno provocando l’ansia da perdita del potere.
Tra giugno e settembre potrebbe cambiare completamente l’organigramma ecclesiale. Il ruolo più importante, quello da vicario che ad oggi è svolto da don Carmine Ladogana, dovrebbe cambiare interprete. Non più il sacerdote creatura di Di Molfetta, noto per la sua passione politica e per qualche intemperanza di troppo (se ne ricordano le gesta insieme a Michele Romano, con i due attori protagonisti di una litigata pubblica sfociata in una aggressione da parte dell’ex assessore), ma un nuovo volto che sappia rinconciliare la vecchia guardia con le nuove leve della Chiesa Locale.
Inoltre, tra i criteri dettati da Renna, ci sarebbe il rientro a casa dei sacerdoti spostati in paesi diversi da quello d’origine. Potrebbe tornare dunque a Cerignola don Giacomo Cirulli e don Giuseppe Russo potrebbe invece tornare ad Orta Nova, per citare alcuni esempi. Il ruolo all’economato, ancora per breve periodo, dovrebbe rimanere nelle mani di don Vincenzo D’Ercole, rappresentante del cerchio magico di Di Molfetta. Chi invece sembra sparito dal circolo ecclesiastico è Gerardo Biancofiore, presidente provinciale dell’ANCE e principale costruttore ai tempi della passata gestione.
Diverse sono state le strutture di culto curate dalla sua ditta, la Sedir srl. L’ultimo impegno, deliberato a pochi mesi dall’abbandono di Di Molfetta, riguarda la nuova chiesa di Santa Barbara. I bene informati dicono che, una volta ultimati i lavori, anche per quanto concerne l’affidamento degli appalti la Chiesa di Renna cambierà  registro. Fino ad oggi la maggior parte degli affidamenti è stato girato al pupillo dell’ex vescovo, una prassi che, come raccontato anche su queste colonne, ha determinato risentimenti ad ogni livello. Anche perchè Biancofiore per un breve periodo è stato il titolare della Gothe, la società  che nei fatti ha tappezzato di pannelli fotovoltaici la maggior parte dei tetti delle chiese della Diocesi.
Operazioni a tappeto, dettate dalla volontà  di creare risparmio, ma che nei fatti hanno determinato alcuni seri problemi in parrocchie che hanno acceso dei mutui per far fronte alle spese per il nuovo approvvigionamento di elettricità . Tra i primi atti del vescovo Luigi Renna, tra l’altro, vi sarebbe proprio una commissione interna di inchiesta sulle dinamiche e sullo stato dell’arte di quei lavori, che non sempre avrebbero risposto a logiche di economicità , risparmio e funzionalità . Sono stati nominati dei tecnici per i rilievi del caso e ancora oggi la Commissione è al lavoro per le valutazioni del caso. La ventata di novità  è arrivata anche con la destrutturazione del vincolo Chiesa-Amministrazione e, forse, anche in tal senso andrebbero considerate le dimissioni di Mimma Albanese, vicesindaco di Metta in quota i-Cattolici, che ha abbandonato la giunta in vista del rimpasto, essendo venuta a mancare la sua garanzia: la Chiesa, appunto. Così come, mentre rinvigoriscono tutte le liste della campagna elettorale, l’unica a sparire del cartello di simboli che appoggiò Franco Metta è stata proprio la lista elettorale i-cattolici, fagocitata dal gruppo del Cambiamento a sua volta espressione di Metta Sindaco e La Cicogna.
Il tempo dei sacerdoti comizianti dovrebbe essere definitivamente concluso. Piuttosto, sarà  osservata equidistanza. Proprio per ieri si è svolto il Giubileo dei Politici, con una celebrazione in Duomo. Sono invitati i primi cittadini delle città  della diocesi Ascoli Satriano-Cerignola.
Michele Cirulli
 

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