Denuncia Metta&Co e rifiuti, Sgarro: “”Non è momento di slogan””

Il sequestro dell’impianto di biostabilizzazione che ha portato alla denuncia di 4 persone, tra cui i sindaco Metta, procedimento di cui abbiamo dato notizia in anteprima già  questa mattina, mobilita la politica. A parlare è Tommaso Sgarro del Partito Democratico, secondo il quale ci si trova di fronte al “”decisionismo che non decide””.

 
 
“”Una politica fatta di annunci e fumo. E i nodi vengono al pettine. Appresa la notizia del sequestro penale degli impianti gestiti da SIA, prevediamo già  quale sarà  la reazione del Presidente del Consorzio e Sindaco di Cerignola, troverà  il capro espiatorio di turno provando a sollevare la solita cortina fumogena. Questa volta, però, non può funzionare. Trascorsi nove mesi di presidenza- spiega il consigliere dem- era perfettamente a conoscenza di quali fossero i problemi e le priorità  della società  di gestione e degli impianti di Forcone Cafiero. Sa benissimo di un’AIA risalente a circa due anni fa che prevedeva l’adeguamento dell’impianto di biostabilizzazione. Sa benissimo di una gara conclusa per l’adeguamento dello stesso, di un ricorso al TAR che ad oggi non si è ancora pronunciato. La tutela dell’ambiente e della salute pubblica imponeva comunque di procedere in quanto beni degni di maggior tutela rispetto ad eventuali pronunce amministrative sfavorevoli””.

“”In tutti questi mesi non una parola su quali modelli di raccolta si intendono realizzare, quali percentuali di raccolta differenziata si intendono raggiungere,  i tempi e le risorse necessarie. Se e quando si intende procedere alla realizzazione dell’impianto di compostaggio. Si tratta, è noto a tutti, di progetti e strategie già  messe a punto dalla passata dirigenza. Non sappiamo se questa amministrazione, il Consorzio e i suoi dirigenti li ritengano validi e fattibili. Non sappiamo  nulla. Intanto, oltre al sequestro dell’impianto di biostabilizzazione, è prossimo l’esaurimento definitivo della discarica di soccorso in attività . A quel punto- prosegue Sgarro- oltre ai maggiori costi per smaltire altrove si aggiungeranno quelli relativi al trattamento dei rifiuti che, sino all’adeguamento dell’impianto, non potrà  essere effettuato per il totale delle quantità  ora conferite. Costi che, ovviamente, graveranno per intero sui cittadini di Cerignola e degli altro otto Comuni dell’ex ATO FG/4″”.

Adesso arriva la denuncia al Sindaco e altre tre persone: “”Il futuro è nero. Sappiamo sin d’ora chi dovremmo ringraziare per un’emergenza che poteva essere tranquillamente evitata e che ci costerà  moltissimo in termini ambientali e finanziari””, conclude Sgarro.
 
 

 
 

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