Ospededale declassato, si mobilita la politica. Parte la corsa contro il tempo

Non si sono fatte attendere le reazioni dei cittadini e della politica alla notizia del declassamento del Tatarella di Cerignola da ospedale di primo livello a ospedale di base, con conseguente taglio di fondi e reparti.

 
Per domenica mattina alle ore 9 è previsto un sit-in di protesta di cittadini davanti al Tatarella mentre non mancano le critiche politiche sui social network.
Il Sindaco di Cerignola Franco Metta parla di retrocessione e scelte non condivisibili, Il tutto “ afferma il Sindaco – senza alcuna consultazione, senza che siano state almeno valutate le motivate istanze dei territori. Lacrime e sangue, annunciava Emiliano, ma così si fa strage di buon senso ed equilibrio, senza realizzare nemmeno gli obbiettivi che ci si riprometteva di conseguire. Se questo è il Piano, bisogna combatterlo. Chiedo umilmente al Presidente Emiliano di aggiornarci in forma ufficiale. Siamo stremati da questo silenzio.
Sulla stessa linea d’onda l’opposizione cittadina: Scelta incomprensibile quella del declassamento dell’ospedale di Cerignola “ secondo il consigliere PD Tommaso Sgarro – Probabilmente paghiamo come comunità  la mancata riconoscibilità  politica che abbiamo avuto fino a ieri, e ha consentito al nostro nosocomio di esistere e rafforzarsi. Oggi non bastano letterine. Il governatore evidentemente non le ha lette. La scelta del governo regionale appare arbitraria. Il Presidente Emiliano ci ripensi. Possono essere altri i criteri per l’efficentamento della spesa. A Michele Emiliano Presidente eletto con il centrosintra e Segretario del PD, la comunità  dei democratici di Cerignola chiede un confronto vero, onesto anche duro. Alla comunità  chiedo di mobilitarsi per difendere il nostro presidio ospedaliero.
E parla di Capitanata in ginocchio Rino Pezzano e della necessità  di unire le forze lasciando a casa le polemiche: Sarebbe troppo facile per noi attribuire la responsabilità  della scelta al partito di riferimento del Presidente della Regione e del Presidente del Consiglio dei Ministri  ma il senso di responsabilità  ci porta a mettere da parte, per il momento, le appartenenze partitiche. Occorre che la Capitanata risponda compatta. Abbiamo dieci giorni per presentare le nostre rimostranze e far si che i nostri cittadini non vengano penalizzati da queste decisioni.
Di tutt’altro avviso Matteo Zingarelli del Partito Comunista che invece non dimentica le responsabilità  partitiche e spara a zero sul PD di Elena Gentile: Il PD declassa il suo stesso ufficio di collocamento. Gentile ha ricoperto la carica di Assessore Regionale per 10 anni e per 10 anni ha sempre tenuto le mani in pasta nel sistema sanitario. Emiliano governa la Puglia da soli otto mesi. E poi Emiliano è il Presidente della Regione del vostro partito. Ed è stato anche il vostro segretario regionale¦ Le vostre prese in giro non attaccano. Per essere credibili dovete fare due cose: O abbandonate in massa il PD e vi unite alla protesta. Oppure mettete alla porta Elena Gentile e famiglia, chiedendo immediatamente le dimissioni di Emiliano da Presidente della Regione.
A spiegare però che la situazione del riordino sanitario non è soltanto regionale ma nazionale il Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia Giovanni Gorgoni che guarda al cambiamento con positività : questa è l’ultima occasione per fare del riordino ospedaliero una opportunità  di miglioramento e di efficientamento dell’assistenza su tutto il territorio  “ afferma Gorgoni “ la normativa nazionale nel frattempo si è arricchita di indicazioni e prescrizioni così dettagliate e imperative che questa potrebbe essere l’ultima volta per le regioni di avere sovranità  piena nella definizione delle proprie reti cliniche. Non dobbiamo perdere l’occasione di fare della norma una risorsa e non un obbligo. Infine vorrei chiarire una cosa: dietro al termine riordino si pensa sempre a tagli e depressioni. Invece va chiarito che quello del riordino è un percorso nazionale, e non regionale, è un percorso complesso di adeguamento a degli standard che riguarda tutti gli ospedali italiani, standard omogenei di assistenza, qualità , efficacia, efficienza.
Lucia Pepe
 

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