Fermenti e incontri, come si muove il sottobosco della politica

C’è fermento negli ambienti politici locali, perchè gli assetti che hanno caratterizzato la campagna elettorale stanno lentamente mutando sia nella maggioranza che nell’opposizione.

 
Dopo la vittoria di Franco Metta, che indirettamente ha richiamato i partiti a fare i conti con le proprie criticità  ataviche scaraventandoli in una profonda crisi, le forze politiche cercano di rialzarsi e di ricostruire. Se le opposizioni tentato di reinventarsi, anche in maggioranza “ tra strappi e rientri- le cose non vanno meglio.

Forza Italia. Da due settimane i berlusconiani hanno ripreso ad incontrarsi a cadenza precisa. La nuova sede di via Solferino vuole essere il luogo della rinascita e in questo senso si lavora soprattutto per individuare una linea comune. L’apporto degli azzurri (almeno degli eletti) per la vittoria di Metta, al ballottaggio, è un dato ormai acquisito. Il quesito, oggi, è questo: entrare in maggioranza, fare opposizione o collaborare come stampella fino a quando non si sarà  ricostruita una forza in grado di governare? Natale Curiello, primo degli eletti, sembra aver già  scelto la terza opzione (per i più maliziosi i rapporti con l’assessore Pia Zamparese seguono la parola accordo e non amicizia); Gianvito Casarella, dopo una prima fase di abbandono, è ritornato a calcare la scena politica nei panni di coordinatore azzurro e intorno a sè sta riunendo il malcontento di chi non gradisce la linea fin troppo morbida verso un’amministrazione che, festini a parte, starebbe deludendo. C’è anche chi, stando così le cose, ritiene di dover entrare in giunta rendendo evidente l’accordo tra Cicogna e Forza Italia. Secondo Vitullo, però, non sono maturi i tempi. In futuro si vedrà . Dopo le parole del vescovo Renna, sull’incompatibilità  tra politica e religione, spunta il caso Albanese.La vicesindaco lascerà  la poltrona da assessore o l’incarico in confraternita? O, in linea con il modus operandi dimolfettiano, continuerà  senza dar ascolto ai vertici?

Cambiamento. Dopo 8 mesi l’aria in maggioranza è tesa. La settimana scorsa il sindaco Franco Metta ha chiesto di incontrare i dissidenti di Capitanata Democratica ed in poco tempo la notizia si è rincorsa nei corridoi di tutte le sezioni. Un incontro, quello tra primo cittadino e consiglieri, per lo più interlocutorio, ma sarà  necessario andare in consiglio comunale per capire se ci sarà  o meno la pace. Il punto all’ordine del giorno sulle cartelle pazze, in realtà  già  esaurito, potrebbe essere un banco di prova per stabilire se Teresa Lapiccirella, Rino Pezzano, Antonio Bonavita, Samuele Cioffi e Ale Frisani siano rientrati nei ranghi. I cinque, però, non sarebbero gli unici scontenti della gestione Metta e tra piccoli e grandi elettori vi sarebbe voglia di contare di più nelle scelte che paiono decise dal cerchio magico del sindaco con Salvatore Amato e Francesco Delvino.

Partito Democratico. Esaurita la spinta della campagna elettorale, adesso nei democratici si fa i conti con ciò che è rimasto. L’allontanamento dell’imprenditore Michele Grieco, sponsor dem fino a giugno scorso, è stato accolto con freddezza dalle parti di via Mameli, dove il segretario Tommaso Sgarro, insieme ai consiglieri comunali, si prodiga in una opposizione attiva ma ancora a rimorchio della maggioranza, incapace al momento di dettare l’agenda ed imporre i temi di rilievo. Pare ormai dissolto il gruppo della lista Emiliano, in attesa di capire quale senso dovrà  avere il movimento nel futuro. Pippo Liscio e Nico Libertino, i mister voti della civica, rimangono alla finestra in attesa di stravolgimenti. All’ordine del giorno, in queste settimane, c’è la candidatura dell’europarlamentare Elena Gentile alla guida del PD Puglia in chiave anti-Emiliano.

Il peso. Fuoriuscito Gianvito Casarella dal consiglio provinciale, Cerignola non può vantare nessun esponente di maggioranza o opposizione nei tavoli che contano. L’isolamento istituzionale è maggiormente marcato quando si parla di Regione Puglia. Basti pensare, ad esempio, che il governatore Michele Emiliano non mette piede nella terra di Di Vittorio da dicembre 2014, per non mettere il dito tra i bisticci di Elena Gentile e Franco Metta.
 

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