Elena e Franco, i vecchi amici che si odiano si rincontrano

Un tempo erano grandi amici, Elena e Franco. Carismatici e tenaci, combattivi e ostinati. Si definivano amici, tanto che Franco Metta le faceva pubblicamente da sponsor per le elezioni del 2005, pur essendo un uomo di destra, pur avendo militato nel MSI, pur essendo fortemente arroccato su posizione politiche antitetiche.

 
Erano amici, ma poi la politica ha iniziato a rovinare tutto e quel rapporto, dal 2010 in poi, ha vissuto alti bassi e si è adagiato sulle reciproche convenienze politiche. Dal 2012 i due non si sono più incontrati di persona, dicono i bene informati. Poi l’ultima feroce campagna elettorale del 2015, nella fase di ballottaggio, ha definitivamente allontanato i due. La prossima settimana, però, ci sarà  l’incontro in consiglio comunale (29 gennaio): Elena Gentile varcherà  la porta dell’aula Di Vittorio e lì incontrerà , per una discussione sulla sanità , il suo amico/nemico Franco.
La cavalcata del sindaco di Cerignola iniziò nel 2010, quando con Lista Cicogna e Lista Duomo sfiorò il ballottaggio incassando 8000 voti. Sembrava una meteora, in quegli anni, il movimento politico. E subito dopo la debacle Elena cercò di riaprire i contatti con l’amico di sempre: Lo riconosco, è bravo, è un comunicatore, non sputa parole vuote. è stato lasciato per strada e in quel momento avrebbe dovuto lanciare lui dei segnali. Invece ha avviato la campagna elettorale attaccando frontalmente gli esponenti dell’altra parte politica. L’allora assessore della Giunta Vendola utilizzò proprio questo giornale per lanciare una letterina d’amore al cicognino.
Che prese la palla al balzo e accettò il dialogo. Tanto che dalle parti di via Mameli, con un PD fragile e lo spauracchio dell’avvocato, in molti iniziarono a mal sopportare l’idea di un bizzarro e ipotetico accordo tra i due. Erano tornati ad essere amici, Franco ed Elena. La Cicogna esprime alla dott. Gentile il proprio ringraziamento per l’attenzione e la disponibilità  dimostrate e si augura che l’incontro possa aprire uno spiraglio a chè la iattura della apertura e messa in opera del nuovo inceneritore venga sventata, scriveva Metta nel 2011.
Gli incontri in Regione, tra Metta e Gentile, erano raccontati con dovizia di particolari proprio dall’attuale sindaco: A fare gli onori di casa, assistendo all’intero incontro, partecipandoVi attivamente e fornendo il Suo importante contributo, l’assessore regionale di Cerignola dottoressa Elena Gentile. Poi la pressione dei dem, la campagna elettorale perenne, la convenienza politica hanno distrutto l’idillio. Simili anche per la gestione disinvolta e spesso prepotente del potere.
Libera e bella, la chiamava Metta. Fascista, lo chiamavano dal PD. Eppure gli scontri epici si sono verificati nella recente campagna elettorale.     L’europarlamentare, in gran segreto, si recò in commissariato per denunciare l’avversario per procurato allarme, considerato il tenore delle argomentazioni politiche sull’affare interporto, che avrebbe dovuto essere utilizzato come area per lo smistamento dei rifiuti provenienti dal Gargano. Per vincere Metta istituì un vero e proprio referendum sui 15 anni di politica gentiliana.
E mentre dal palco della villa comunale, il candidato civico lanciava i suoi affondi (“”Non ho mai amministrato. Non ho mai assunto nessuno. Non ho mai promosso nessuno. Non ho mai raccomandato nessuno. E me la gioco domenica prossima contro chi e’ stato al potere da trenta anni. Trenta. Trenta anni. Io contro di Lei), l’europarlamentare nella sezione cercava conforto (si parla anche di lacrime) nei suoi amici di partito, tramortiti dall’onda d’urto di Metta.
Il prossimo consiglio comunale li vedrà  uno di fianco all’altro. Si parlerà  del Tatarella, del riordino ospedaliero, della sanità . Quella che  Elena Gentile ha gestito da assessore per un anno (la sua influenza è durata di più), quella contro cui Franco Metta ha battuto i pugni. L’ultima volta che i due hanno pubblicamente incrociato le proprie strade non è andata bene. Al funerale di Antonio Intellicato, il ragazzo suicidatosi perchè gay, l’europarlamentare si ritrovò di fianco al presidente Emiliano e all’assessore Carlo Dercole, genero del sindaco. La pasionaria democratica rifiutò di stringergli la mano, Metta ringhiò un vergognati via social. Dai tempi di Elena libera e bella agli affondi personali e politici, i due se le sono date di santa ragione. Chissà  cosa succederà  nel prossimo consiglio comunale. Chissà  se almeno le istituzioni torneranno a stringersi la mano.
Michele Cirulli
 

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