Il bando sulla mensa finisce in Procura e in Prefettura

Sono state cambiate le carte in tavola. E con un colpo di penna il deliberato del consiglio comunale è diventato tutt’altro rispetto a quanto deciso in assemblea il 29 dicembre. Succede a Cerignola, ai tempi dell’amministrazione Metta riguardo il bando del centro cottura e servizio mensa.

 
La dicitura  la Società  partecipante ¦ ¦non deve possedere e/o utilizzare alcun centro di cottura nella Zona Industriale di Cerignola, inderogabile requisito da possedere per la partecipazione al medesimo Bando di Gara viene tramutata in “”Il Centro di Produzione dei pasti non dovrà  essere ubicato in zona industriale””.
La sostituzione sembra ininfluente, ma non lo è. A denunciare l’irregolarità  sono i consiglieri comunali di maggioranza di Capitanata Democratica, la costola del gruppo del Cambiamento formata da Teresa Lapiccirella, Rino Pezzano, Samuele Cioffi, Ale Frisani e Antonio Bonavita, che nell’occasione si sono rivolti direttamente al Prefetto di Foggia Maria Tirone. La determina firmata dalla dirigente Maria Dettori (il cui approdo a Cerignola era stato già  annunciato ad avviso pubblico ancora in corso) reinterpreta un emendamento cambiandone il senso, laddove i dissidenti avevano chiesto che fosse pedissequamente inserito nell’emendando Bando di Gara per l’aggiudicazione del servizio Mensa il seguente ulteriore indefettibile punto. Cambiando le parole- commenta Lapiccirella a l’Attacco- si cambia il senso del bando. Noi abbiamo proposto che chiunque possegga o utilizzi il centro cottura in zona Pap non possa partecipare alla gara per eliminare il problema che i cibi vengano prodotti in zona industriale.

L’affare centro cottura fa rima con Ladisa, la società  barese al centro di una vera e propria crociata da parte di politici e genitori degli alunni che usufruiscono del servizio. Sul tema la giunta Metta, tra derisioni nazionali e incoerenza politica (i nostri bambini mangiano merda, gridava dai  palchi l’allora oppositore), si è giocata gran parte della propria credibilità . L’accapo proposto dai dissidenti mirava in qualche modo a tener fede al tenore di una feroce campagna elettorale contro la vicinanza tra aziende potenzialmente inquinamenti e aziende di produzione di pasti per bambini: la clausola “ nei fatti- avrebbe limitato- ad oggi- la candidatura di Ladisa alla gara negando la partecipazione non solo a chi produce, ma anche a chi possiede centri in zona industriale. Oggi la società  di Bari, che ha fatto sapere di spostarsi dalla zona industriale, come dichiarato proprio su queste colonne, continuerà  anche a mantenere il proprio centro cottura di fianco alle altre aziende cerignolane su via Manfredonia, tenendo dunque aperti due stabilimenti. Difficile, secondo i dissidenti, capire da dove partiranno effettivamente gli alimenti per gli alunni delle scuole di Cerignola. Ma il problema, adesso, diventa la corrispondenza tra quello che è scritto su atto ufficiale e quello che è stato riportato dalla dirigente Dettori: Non solo non è stata seguita alla lettera, parola per parola, una proposta votata a maggioranza dal consiglio comunale (17 voti favorevoli, compresi quelli di Forza Italia), ma nella delibera si fa una premessa che non è vera e si riportano per votate frasi che non sono state votate, precisa Lapiccirella. Dal canto suo la dirigente Maria Dettori fa spallucce: Non sono addetta a dare informazioni. Le informazioni alla stampa la danno solo sindaco e assessori, questa è la disposizione del capo dell’istituzione. Metta blinda la dirigente. Più volte interpellata, l’assessore alla pubblica istruzione Giuliana Colucci decide di non rispondere. Così come non risponde alle domande non risponde il primo cittadino.

Per il PD ce n’è abbastanza per andare direttamente alla Procura della Repubblica: Insomma l’ennesimo impiccio. è possibile inserire in determina una cosa diversa da quella approvata dal consiglio comunale? Noi intanto prepariamo un bell’esposto alla Procura della Repubblica. In compenso “ dice il segretario Tommaso Sgarro- dal consiglio comunale è emersa con chiarezza quale sarà  l’azienda che si aggiudicherà  il bando pubblico.

In quell’occasione, difatti, la Colucci si lasciò scappare una frase che ha sorpreso in tanti: Sapevamo che la procedura era lunga perchè dovevamo dare il tempo di costituire centri cottura. Dare il tempo a Ladisa? Nel frattempo il bando è stato pubblicato.
Michele Cirulli
 
 

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