Classi con Pc e tablet, ma alla Paolillo si studia con fotocopie e dispense

Le classi terze della scuola media Paolillo (diventato istituto comprensivo inglobando la Carducci) già  da tre anni sono state addobbate con le LIM (lavagne interattive multimediali) attraverso le quali gli alunni avrebbero dovuto seguire le lezioni coadiuvati da e-book presenti sui tablet e su Pc.

 
L’obiettivo era quello di evitare di caricare i piccoli studenti di libri, di pesi inutili, e di aprirli al mondo dell’informatica. Una sperimentazione che avrebbe dovuto, successivamente, espandersi anche ad altri istituti. Ma, ad anno in corso, qualcosa è andata male e- come segnalano dall’interno della Paolillo- ad oggi i ragazzi non seguono più le lezioni attraverso i supporti multimediali e, avendo rinunciato ad inizio anno all’acquisto di libri di testo favorendo l’acquisizione di e-book, si sarebbero ritrovati sforniti di ogni tipo di materiale didattico. Come si procede?
Prendendo appunti, rispolverando il dettato, arrangiandosi con le fotocopie, distribuendo delle dispense che il singolo docente decide di preparare per gli studenti. E non sempre a spese della scuola, che chiaramente non potrebbe sostenere le spese per le fotocopie. In totale, gli alunni che frequentano le classi terze della Paolillo sono 152. Alla questione, però, i genitori sembrano non aver dato peso. Secondo la ricostruzione del dirigente scolastico sarebbero solo casi isolati: Il progetto di didattica multimediale è stato rivolto agli alunni di terza che attraverso le LIM e i pc collegati possono seguire e studiare seguendo una nuova formula. Abbiamo avuto dei problemi “ dice Nunzia Giandola- perchè una di queste lavagne è andata fuori uso. Per il resto non rileviamo problemi, se non per alcune discipline, come scienze e matematica, per le quali ci sono dei supporti cartacei visto che la docente ha deciso di integrare i programmi con delle specifiche dispense.
Gli Istituti scolastici che hanno presentato la candidatura a diventare Classi 2.0 hanno dovuto assicurare che l’intero Consiglio di classe fornisse la propria disponibilità  ad attuare l’iniziativa. La risposta all’iniziativa è stata molto positiva: si sono infatti candidate 2.361 classi, tra cui anche quelle della Paolillo. Non abbiamo ricevuto segnalazioni o lamentele dai genitori dei nostri ragazzi, ma i disguidi sono stati relativi ad un breve periodo di tempo e a criticità  di natura tecnica successivamente risolte, aggiunge la dirigente. Il progetto viene da lontano e, alla Paolillo, è già  in vigore da tre anni, quando a dirigere erano altri presidi: l’avvio della procedura per formare classi 2.0 è partita per l’anno scolastico 2010-1011, con la  prevista estensione dell’azione alle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Le Cl@ssi 2.0 sono state ripartite regionalmente in base al numero di classi attive nell’anno scolastico 2009/10 ed al numero medio di classi per regione.Computer, tablet, lavagne interattive.
La scuola del futuro parla con il linguaggio tecnologico, ma all’Istituto Paolillo sarebbero ritornate in auge fotocopie e dispense, stando alla mancanza di libri di testo. L’azione Cl@ssi 2.0 si propone di modificare gli ambienti di apprendimento attraverso un utilizzo costante e diffuso delle tecnologie a supporto della didattica quotidiana. 156 classi prime di scuola secondaria di primo grado diventano Cl@ssi 2.0: alunni e docenti possono disporre di dispositivi tecnologici e device multimediali e le aule vengono progressivamente dotate di apparati per la connessione ad Internet. Le Cl@ssi 2.0 costruiscono, con il supporto dell’A.N.S.A.S. e di una rete di Università  associate, un progetto didattico per la sperimentazione di metodologie didattiche avanzate. è questo quanto il Ministero dell’Istruzione, dell’Università  e della Ricerca ha inteso proporre nelle scuole italiane, cercando di farle  compiere un vero e proprio upgrade nella metodologia di studio.
Per il MIUR, via i libri di testo e avanti con tablet e pc. Ma la riforma è stata davvero portata a compimento? Stando alle segnalazioni che arrivano da Cerignola sembrerebbe proprio di no e l’iniziativa delle classe iper-tecnologiche 2.0, finanziata attraverso Pon, si sarebbe interrotta nel mezzo dell’anno scolastico attraverso un bug che ha dato vita alle Classi 3.0: quelle in cui non si utilizzano computer, tablet e nemmeno libri di testo.
Michele Cirulli
 

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