Black Land verso la prescrizione, Giannatempo: “”Città  umiliata””

Se il filone foggiano dell’inchiesta Black Land viaggia a rilento, tra difetti di notifica e prescrizione incombente, va ancora peggio per quanto riguarda la bonifica dei terreni utilizzati come contenitori di immondizia, in cui sono stati sversati circa 300mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania.

 

Tra Ordona, Cerignola e Apricena insistono i siti maggiormente coda colpiti dalla banda che in Gerio Ciaffa aveva il suo dominus indiscusso, coadiuvato da Pasquale Del Grosso, brutalmente ammazzato in un regolamento di conti qualche mese prima che scattassero le manette per 14 imputati.

Un ruolo strategico, in negativo perchè a tratti contraddittorio, lo sta giocando la Regione Puglia, che a dieci giorni dalla scoperta dei rifiuti tombati ha assicurato ogni tipo di intervento “”in tempi rapidi, forse anche entro una settimana, la Puglia avrà  un modello concettuale per la gestione degli interventi, cui farà  seguito il progetto con richiesta, da parte del Comune di Ordona, di intervento finanziario alla Regione””. Secondo le agenzie dell’aprile 2014, “”le risorse saranno messe a disposizione immediatamente per le attività  di caratterizzazione delle aree e per le necessarie indagini relative ad ipotesi di contaminazione dei suoli e della falda. Tutti questi elementi permetteranno di avere un quadro più puntuale della situazione con la possibilità  di progettare interventi di innocuizzazione dei rifiuti””. Ad oggi non c’è alcun piano strategetico di intervento nè a Cerignola e nemmeno ad Ordona.

“”Non abbiamo avuto una stima dei costi di bonifica dei terreni individuati dal NOE dei carabinieri. A noi, come comune di Cerignola, non sono mai arrivate indicazioni specifiche su come muoverci in tal senso. E’ stata la prima volta in cui ci siamo ritrovati in situazioni di emergenza di queste dimensioni””, dice a l’Attacco l’ex dirigente del settore ambiente dell’amministrazione Giannatempo, Custode Amato.

Nei giorni successivi al ritrovamento del cimitero dei rifiuti, in cui sono stati sepolti quantitativi di rifiuti per un’estensione di circa 5 campi da calcio,  il Comune di Ordona, ai tempi guidato dal sindaco Rocco Formoso, avviò una serie di iniziative per “”delimitare la zona inquinata, effettuare analisi dell’aria e dell’acqua con l’aiuto del CNR””, informa l’ex primo cittadino. “”Per quelle operazioni spendemmo circa 50mila euro, che sarebbero poi rientrate attraverso i fondi regionali. In quei giorni si fece una stima approssimativa dei costi di bonifica, pari a diversi milioni di euro, ma nonostante i contatti fitti con Bari, non se ne è fatto nulla””. Ad occuparsene, con relativi fondi e non necessariamente con la conclusione del processo, avrebbe dovuto essere la Regione Puglia, attraverso il Ministero dell’Ambiente. A pensarla così anche il deputato Michele Bordo, che nel 2014 stimolò l’intervento del pubblico: “”Il Governo, insieme alla regione Puglia, deve adoperarsi e verificare la possibilità  di intervenire direttamente e con urgenza per la bonifica dei siti inquinati dallo sversamento illegale di rifiuti in provincia di Foggia, emerso con l’inchiesta Black Land””.

Da caso mediatico e scandalo del territorio, l’inchiesta sta lentamente finendo nel dimenticatoio con qualche dimenticanza di troppo, che potrebbero essere “”colpevoli”” se dovesse passare la linea difensiva che ha chiesto al Giudice Centore del Tribunale di Foggia che non abbia luogo l’ammissione a parte civile della Regione Puglia, che per il procedimento Black Land non avrebbe sottoscritto alcuna apposita delibera nè col governo Vendola, nè col governo Emiliano.  
“”Nei giorni dello scandalo- racconta a l’Attacco Gianluca Tonti, allora dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Ordona- ci adoperammo per interventi immediati sui suoli da caratterizzare e le risorse da gestire passarono attraverso il Genio Civile. Della vera e propria bonifica della cava e dei relativi costi non siamo mai stati informati””.

Tutto questo succede Puglia, che secondo i dati di Legambiente è la prima regione di Italia per numero di illeciti ambientali: il 15,4 per cento del totale nazionale con 4.499 infrazioni accertate, 4.159 persone denunciate e 2.469 sequestro. Tra queste anche l’inchiesta Black Land, che corre veloce sul filo della prescrizione.  A seguito degli arresti il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha inviato nel centro dei Reali Siti la Commissione d’accesso Antimafia per verificare la sussistenza di prove  e di collegamenti che mettessero in connessione esponenti della banda con amministratori locali ed eventuali scelte politiche. Dopo sei mesi di controlli, si è giunti al lieto fine.

Anche la relazione della DIA al Parlamento, relativa al secondo semestre 2015, parla della Capitanata come di una bomba ambientale ad  orologeria: “”””Un’ulteriore preoccupante manifestazione della criminalità  organizzata sul territorio è rappresentata da traffico illecito di rifiuti: il dato- si legge nella relazione- è confermato da indagini svolte che hanno consentito l’arresto di componenti di un sodalizio criminoso dedito ad attività  organizzate per il traffico illecito d rifiuti speciali, peraltro titolari di siti abusivi e di imprese, soci e autotrasportatori””. Oltre a rilevare la presenza di uno dei componenti del sistema campano svelato dal boss dei casalesi Carmine Schiavone, nel report si apprende che “”i rifiuti speciali non trattati venivano smaltiti illecitamente mediante tombamento o, in altre circostanze, venivano inviati, attraverso containers, in Cina””.

“”Non è giusto umiliare in questo modo un intero territorio. Apprendo della richiesta del pm Gatti di fissare udienze straordinarie e mi spiace che non sia stata

Non usa giri di parole, l’ex sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo, alla guida della comunità  ofantina e del consorzio di Bacino FG4 ai tempi dello scandalo Black Land.

“”I terreni interessati dai carotaggi sono ancora oggi posti sotto sequestro, questo limita l’azione di qualsiasi ente di procede alla bonifica e dovrà  essere il giudice a disporla””, spiega ilsindaco di Cerignola dal 2010 al 2015.

Ma la lentezza del filone foggiano, che corre ai limiti della prescrizione deireati, non lascia indifferente il ginecologo, che ammonisce:””ˆ””Siamo di fronte ad una aggressione del territorio, quando c’è chi sversa rifiuti, e successivamente umiliazione quando, per un modo o per un altro, si corre il rischio di non svolgere completamente nemmeno un processo contro i responsabili di quel gesto. Ma stiamo scherzando?””.

Anche l’opinione pubblica sembra ormai dormiente e dopo le mobilitazioni del 2014 tutti i volontari ambientalisti e le mamme coraggio sembrano dissolti:””ˆ””Poi ci sono quelli che alzano la voce per qualche giorno e poi scompaiono, e magari te li ritrovi pure come amministratori””, dice Giannatempo.

Michele Cirulli


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