Per il mattone 2mln, ma al Tatarella non sanno come (e con chi) riempire i locali

In totale sono stati spesi due milioni di euro, e altri 1.5 milioni sono pronti per essere erogati, per mantenere strutture pressochè vuote e inutilizzate. Sono state arredate, c’è il mobilio, ci sono gli infissi, porte, perfino decorazioni. Giacciono in quello stato da oltre un anno, per un semplice motivo: non c’è personale.

 
Mentre la ASL di Foggia distribuisce finanziamenti europei, il problema non è come spenderli e quelle mini cattedrali nel deserto potrebbero correre il rischio di risultare addirittura una sperpero. Succede a Cerignola, presso l’ospedale Tatarella, dove il centro per l’autismo e l’asilo nido per i figli dei dipendenti, dopo tanto clamore, sono ancora inattivi.
Così come non è accessibile ai pazienti il nuovo reparto di oncologia, i cui utenti ancora oggi dovranno continuare nei viaggi della speranza andando ad ingrossare i costi della mobilità  passiva per le casse dell’azienda sanitaria locale. Perchè le somme spese per permettere ai malati di curarsi fuori regione o fuori provincia, per Foggia, sono tra i più alti della Puglia. Anche per casi come questo.
Centro per l’autismoCostato circa 700 mila euro, il centro per l’autismo viene da lontano, 2010, ed è stato arredato con ulteriori fondi per oltre 50mila euro. Sembrerebbe tutto pronto, ed infatti da un punto di vista strettamente infrastrutturale lo è. Attraverso gli interventi PO/FESR 2007/2013 la Asl di Foggia ha inteso dar vita ad una struttura che avrebbe dovuto accogliere piccoli pazienti affetti da autismo. Lavori completati. L’inaugurazione era prevista per marzo 2015, durante la campagna elettorale che, tra gli altri, ha visto impegnato anche chi della nascita dell’edificio ha curato ogni passaggio: Pippo Liscio.             Anche l’allora direttore generale Attilio Manfrini reputava imminente l’inaugurazione del Centro per l’Autismo, mentre il mondo dell’associazionismo locale scaldava i motori per partecipare al bando per la gestione (Superamento Handicap in primis).  Proprio nel fine settimana Elena Gentile, presso palazzo Coccia, ha presentato Zeno, il robot umanoide che interagisce con i bambini affetti da autismo.
Ma del centro costato oltre 700mila euro non c’è più traccia nemmeno nelle agende dei dirigenti del presidio. Il direttore sanitario per delega del Tatarella, Rocco Dalessandro, spiega: Noi in questa vicenda non abbiamo competenze. La Asl o la Regione dovrebbero fare un bando per affidare in gestione le due strutture: centro per l’autismo e l’asilo nido per i figli dei dipendenti dell’ospedale, due edifici completati e fisicamente allocati all’interno del Tatarella ma non sotto la sua stretta competenza. Ma se le strutture sono state ultimate, anche negli arredi e nelle decorazioni, perchè le attività  non entrano in funzione? Cosa lo impedisce? A riferirlo è Pippo Liscio, dell’area tecnica. Se dovessero chiudere alcune strutture si recupera del personale tra infermieri e OSS, ma bisogna aspettare gli esiti del riordino ospedaliero per capire se svolgere i compiti del Centro per l’autismo con personale interno o affidando i servizi completamente all’esterno. Diversa situazione, invece, si verifica per l’asilo nido per i dipendenti del Tatarella.
Per la costruzione dell’edificio sono serviti circa 1.3 milioni di euro: un’altra scatola vuota già  annunciata da aprile 2012, quando a Cerignola si tagliavano i nastri della pista dell’elisoccorso. Anche le altre strutture, a cui faremo visita, rientrano in un progetto politico, teso a potenziare e valorizzare le strutture ospedaliere, con l’integrazione di altri servizi sul territorio, come ad esempio l’asilo nido in ospedale, unico in Puglia. E per quell’opera pilota, però, bisogna ancora aspettare. Anche in quel caso, nonostante l’esborso di denaro pubblico e la rifinitura dei locali, si parte da zero. Anche qui il problema personale impedirebbe l’entrata in funzione delle attività  ed il bando per partecipare alla gestione dello stabile è ancora chiuso a chiave nei cassetti della Asl di Foggia.     In totale, tra Centro per l’Autismo e Asilo nido aziendale, rimangono al palo oltre 2 milioni di euro; spesi, incassati e mai fruttati un solo giorno di lavoro (o di beneficio) per l’utenza del Tatarella di Cerignola.
Reparto oncologico In questo caso le risorse sono esigue. Per mettere in piedi il nuovo reparto, nato dalle ceneri dei vecchi locali di Fibrosi Cistica, sono bastati meno di 100 mila euro. Recandosi presso il reparto di medicina, retto dal primario Francesco Ventrella, c’è già  la targa che sigilla la porta di ingresso: è tutto pronto, in quelle corsie, meno che il personale. E dopo l’entrata in vigore della norma che impone una turnazione più rigida per i medici e gli infermieri, il polo oncologico potrebbe ancora rimanere chiuso. Anche perchè fino ad oggi, dopo circa un anno e mezzo dal fine-lavori, il servizio non è stato nemmeno attivato. A maggio 2015 Attilio Manfrini, a poche ore dal suo addio alla direzione generale, ha firmato l’atto con cui organizza il Day Hospital: in arrivo da Lucera ci sarebbero dovuti essere gli oncologi Massimo Lombardi, Domenico Merlicco e 4 infermieri di nuova assegnazione per seguire 16 pazienti suddivisi in due turni giornalieri. Un progetto che avrebbe fatto il paio con il gemello di San Severo.
Un unico problema, dopo la ristrutturazione dei locali: Visitammo anche il Monaldi di Napoli per capire con quali attrezzature allestire il reparto, seguito passo dopo passo dal dottor Lombardi- spiega il direttore sanitario per delega Rocco Dalessandro-. Ma ad oggi servono attrezzature per la produzione farmacologica che non ci permettono di aprire. In totale si parla di 1.5 milioni di euro per entrambe le strutture di Cerignola e San Severo. Avevamo chiesto una manifestazione di interesse, negli ultimi mesi del mandato di Manfrini, ma poi non se ne è fatto più niente. Adesso Vito Piazzolla è diventato direttore generale e crediamo di poter trovare con lui una interlocuzione anche su questo tema.
L’iter burocratico per mettere in attivare i 16 posti letto si è bloccato alla fase della manifestazione di interesse per la forniture di attrezzature utili alla produzione di farmaci oncologici, obbligatori in corsia.  Nel frattempo il reparto, a due anni dall’intuizione che ne ha decretato la nascita (sulla carta) rimane chiuso. Le risorse non sono state ancora stanziate. E quell’adeguamento strutturale da 100 mila euro risulta pressochè inutile.
Michele Cirulli
 

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