Pazza idea ad Orta Nova: si abbatte un’ala del Comune?

Ogni giorno, un cittadino del ridente comune di Orta Nova, si sveglia e sa che, una volta riversatosi per strada, potrebbe non ritrovare un’ala dell’edificio dove ha sede il Municipio. Infatti, negli ultimi periodi, si sono fatte sempre più insistenti le voci che vorrebbero l’abbattimento del plesso situato nel Largo Ex Gesuitico, sul finire di Via Vittorio Veneto.

 
Delle fonti molto vicine all’attuale amministrazione Tarantino sembrerebbero confermare questo progetto.
L’area, attualmente già  interessata da importanti lavori di riqualificazione, deliberati dalla precedente Giunta, sarà  presto adibita a salotto della Cittࠝ e, in questo senso, la fatiscente e malandata sede degli uffici comunali sarebbe quanto più inadatta al nuovo look della piazza, culla dell’unica testimonianza storica nella cittadina ortese. E’ facile supporre come, prima dell’apertura dello stesso cantiere, di fatto, nessuno si era preoccupato del disarmonico plesso, se non fosse che, alcune settimane fa, venivano tolte le palme giganti che coprivano il misfatto; ed allora ecco balenare nella mente degli attuali amministratori, le idee più fantasiose. Senza il grigio stabile, così, la nuova piazza, completamente pedonalizzata, risulterebbe perfettamente quadrata e più adatta al passeggio delle famiglie e alle foto dei turisti (?). Sono diversi, però, i nodi da sciogliere.
Innanzitutto ci si chiede dove saranno riallocati gli uffici smobilitati con il possibile abbattimento del plesso; sarebbe inaccettabile se, per frivole esigenze estetiche, si avesse l’intenzione di aumentare la saturazione di altre strutture (es. Scuola Media Sandro Pertini, Scuola Elementare Primo Circolo ecc.) che già  vivono altre emergenze quotidiane. Magari, la soluzione maggiormente auspicabile sarebbe la predisposizione di un nuovo polo ad hoc, adibito a tutti gli uffici comunali, situato magari anche in zona periferica, come avviene in molte altre città , lasciando così la sede istituzionale e politica nell’attuale Palazzo di Città , seppur ridimensionato. In ultima istanza, ma non di certo per importanza, ci sarebbero gli interessi singoli dei privati, con le loro attività  commerciali, per le quali non si può negare come l’abbattimento del plesso risulterebbe vantaggioso a livello visivo. Ma come direbbe monsieur Jacques de la Palice, tutto ciò che è privato, non è Comune.
Francesco Gasbarro
 

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