Autorizzazioni Ecolav, parla Caiaffa e i “”Ribellioni”” protestano (Metta è muto)

Sono stati fatti diversi controlli per valutare la possibilità  che il mio impianto inquini i pasti della ditta Ladisa. Ovviamente non è stato trovato nulla di strano, questo rischio non esiste. Si può trattare di una cosa poco elegante, che Ecolav e Ladisa siano confinanti, ma non ci sono rischi per la salute.

 
Così il patron della ditta che si occupa di sterilizzazione di rifiuti sanitari nella zona industriale di Cerignola, Gino Caiaffa, interviene nella lunga scia di polemiche che stanno interessando la Ecolav srl, nata nel 2000, e l’intervenuta concessione dell’AIA da parte della regione al cui tavolo tecnico il Comune di Cerignola, nella persona dell’assessore all’ambiente Antonio Lionetti, ha deciso di non presentarsi non esprimendo alcun parere ufficiale e alcuna posizione dell’amministrazione di Franco Metta rispetto a uno dei cavalli di battaglia de La Cicogna.
Era stato proprio il movimento mettiano, negli anni passati, a porre in essere una sequela di proteste contro Caiaffa, che con l’impianto Ecocapitanata bruciava rifiuti a pochi passi dall’ex camiceria oggi prestata a produzione di pasti per la mensa degli alunni delle scuole elementari. Pur regolarmente invitati “ si legge nella determina con la quale si fornisce l’AIA a Caiaffa- Comune di Cerignola e Provincia di Foggia non hanno inteso partecipare nè esprimere un proprio parere. Tanto è bastato a far insorgere le associazioni ambientaliste (AmbientiAmo) e i consiglieri comunali di maggioranza (Teresa Lapiccirella) che hanno chiesto chiarimenti al primo cittadino Franco Metta sulla mancata presa di posizione dell’amministrazione comunale. Le discussioni sono state molto accese, nei toni e nei contenuti.
L’assessore all’ambiente Lionetti sul tema nicchia e non rilascia dichiarazioni pubbliche. Stesso atteggiamento si registra da parte del sindaco, incalzato dai suoi e dagli ambientalisti proprio su una questione che aveva fatto la sua fortuna in campagna elettorale. Sinceramente anche se il Comune avesse partecipato alla conferenza dei servizi in Regione, non avrebbe potuto condizionare in alcun modo l’esito del parere regionale, che avviene su dati certi e documentati, e con diverse rilevazioni. L’amministrazione non rilascia un parere vincolante, spiega Gino Caiaffa.
La presunta incompatibilità  Ecolav-Zona Industriale, secondo le associazioni, sarebbe dettata dalle ultime varianti al Piano Regolatore Generale, approvate in regione nel 2014: Non è vero, anche con le varianti al PRG il nostro impianto può continuare a rimanere dov’è. Noi non inceneriamo niente, non c’è contatto tra fuoco e rifiuti. Noi abbiamo delle celle che si riscaldano ed emanano vapore utile a sterilizzare i prodotti, replica il patron Ecolav sostenendo che non v’è alcun margine di incompatibilità  tra la struttura e lo strumento urbanistico adottato l’anno scorso.
Della questione si è interessato anche Gerardo Bevilacqua, già  candidato sindaco con la lista Voci Nuove, che tre giorni fa si è recato in zona industriale per bloccare i tir in ingresso presso Ecolav. Secondo la sua ricostruzione, ne sarebbe nata una violenta colluttazione con alcuni dipendenti dell’azienda, tanto che uno dei ribellioni si è fatto ritrarre con una fasciatura  (gesso?) alla mano dichiarando di essere stato malmenato durante l’atto dimostrativo: Siamo stati picchiati con mazze da baseball.
Non c’è stato alcun contatto fisico, è stata tutta una messa in scena. Vorrò vedere, poi, le certificazioni dei medici su questa faccenda. Sono entrati nella mia proprietà  privata e hanno bloccato un autista togliendogli di mano le bolle, ricostruisce Caiaffa.Hai preso in giro la gente, in campagna elettorale parlavi tu di Ladisa e dei pericoli. Invece oggi siamo noi a fare quello che avresti dovuto fare tu, accusano i Ribellioni. Sulla vicenda sono partite diverse denunce. Anche in maggioranza gli animi iniziano a scaldarsi per via delle differenti posizioni sul tema Ecolav: ai ferri corti Teresa Lapiccirella e Franco Metta, che avrebbero avuto un aspro alterco finito male.
I Ribellioni dovrebbero andare solo a lavorare, mentre se le associazioni vogliono venire a controllare le emissioni e quello che facciamo in Ecolav, le porte dell’azienda rimangono aperte. Per quanto riguarda la consigliera Lapiccirella “ rimarca Caiaffa- se ha qualcosa di personale contro di me può tranquillamente parlarne. Possono fare tutte le analisi che vogliono, ma mi chiedo solo una cosa: perchè dopo dieci anni si crea tutto questo interesse per Ecolav?.
Michele Cirulli
 

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