Il macabro spettacolo social sui disabili e il “”mezzo avviso””

Un botta e risposta di ripicca sui social. Solo che al centro dei soliti dispettucci tra il sindaco Franco Metta e la sua ex alleata Lucia Lenoci c’è un alunno di 8 anni, disabile.

 

Metta invia una nota agli organi di stampa a lui vicini, che in spregio a tutte le basilari norme deontologiche non solo non ritengono di dover applicare la regola delle 5W, nota sin dalla prima elementare, ma svelano nome, cognome, residenza dell’alunno (e del padre) al quale sarebbe stata rifiutata l’iscrizione in una generica ma identificabilissima scuola di Cerignola ubicata nelle vicinanze di via Ischia (scuola Di Vittorio, dirigente scolastico Lucia Lenoci).

Sarà  vero? Sarà  falso? Nessuna verifica, nessun nome se non quello del minore. Una sorta di avvertimento al trattamento Boffo. Che per applicarlo uno deve conoscere anche i ferri del mestiere, e non sembra il caso. Non c’è nemmeno bisogno di approfondire perchè è il sindaco Metta a scrivere: Sono stato interessato da un signore e dal Suo legale di fiducia alla vicenda del piccolo di anni otto (il nome è stato eliminato sul portale di casa Cerignolaviva che fa riferimento, tra gli altri, al candidato consigliere cicognino Antonio Dilorenzo, ndr), abitante in via Ischia “ dunque, proprio di fianco alla scuola da Lei diretta “ che si è visto respingere la richiesta di iscrizione alla classe terza elementare. Ufficialmente per assenza di posti disponibili. Il genitore, viceversa, ritiene che la mancata iscrizione sia dovuta alle condizioni personali del piccolo, che è affetto da dislessia.

Non si sa per quale ragione, il sindaco ritiene che la dirigente debba riferire urbi et orbi. Sputtanamento completato: La prego, quindi, di eliminare ogni possibile negativa interpretazione. Ritengo ci siano due soli modi: o ammettere a scuola; oppure dimostrare alla famiglia (e di riflesso a me) in maniera inoppugnabile e documentale che la esclusione non ha ragioni discriminatorie dipendenti dalla malattia del bimbo.

Senza verifica, senza nomi di dirigenti ma solo con il suo problema, il disabile è sbattuto in prima pagina. Carta di Treviso, deontologia professionale, verifica delle fonti, abilità  tecnica di scrittura a farsi benedire. C’è da strombazzare il tanto atteso cambiamento.

La polemica continua con il commento di un’altra candidata cicognina in rottura con l’avvocato, Antonietta Scardigno, collaboratrice di Lenoci: Errore gravissimo fare il nome di un bambino disabile (ma anche quello del padre) su un social. Una leggerezza imperdonabile dovuta alla mania di scrivere, scrivere, scrivere, annota sul proprio diario virtuale l’aspirante consigliera.

In mattinata la dirigente della Di Vittorio, Lucia Lenoci, scriveva su Facebook: Non so nelle altre scuole ma la Di Vittorio non ha visto lo straccio di un vigile urbano. Piglio dell’opposizione, contestazioni plateali: è questa la quotidianità  del dirigente scolastico dopo aver perso l’assessorato alla cultura che è stato legittimamente affidato a Giuliana Colucci. Pronta la risposta social del sindaco: Alla Di Vittorio stamattina….non c’ erano Vigili Urbani…Ottica Berteramo se è un problema di vista; amaro Giuliani se è un problema di fegato.

La battaglia è aperta. A farne le spese, per ora, la privacy di un bambino disabile di appena 8 anni.

Gli altri malpancisti della maggioranza sono avvisati: sarà  questo il trattamento se oseranno ostacolare il cambiamento? I giornali di casa sono (im)preparati.
 

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