“”Avidi””, “”meschinelli””, “”braccini corti””. Il sindaco ora offende anche i commercianti

˜Taccagni’, ˜avidi’, ˜meschinelli’ e ˜braccini corti’: questi gli insulti che il sindaco Franco Metta ha indirizzato ad una parte di commercianti cerignolani, attraverso l’ennesimo ˜status al veleno’ su Facebook. Il motivo? Semplice. Suddetti imprenditori non hanno partecipato alla raccolta di donazioni per la Festa Patronale.

 

Ma stavolta sono fioccate risposte altrettanto al veleno per l’avvocato, dal che figura di mxxxadi Rosanna al questo personaggio è davvero sindaco?di Michele, le critiche controffensive sono fioccate e il popolo facebookiano è stato inclemente : i commercianti mo pagano pure la tangente al Comune ha scritto Teresa o, ancora questo si chiama mafia! ha accusato Filippo.

La crisi, si sa, è diffusa ovunque ma a Cerignola, forse, si percepisce ancor di più: tra rapine, estorsioni e piccoli furti, i commercianti della provincia foggiana navigano davvero in cattive acque e a sentirsi dare dei’ taccagni, avidi e meschini’ dal proprio sindaco proprio non ci stanno: mi hanno rubato 5000 mila euro di merce il mese scorso. Fuggirò da questo paese ha risposto Beppe allo status del primo cittadino . Oltre al danno la beffa, verrebbe da dire: schiacciati dal peso della crisi finanziaria e vittime continue di atti illegali, gli imprenditori cerignolani (una breve lista scrive, ad onor del vero, Metta) vengono additati come spilorci dall’avvocato per non aver donato soldi ˜alla Madonna di Ripalta’.

è vergognoso che si offenda così la dignità  delle persone ci confida Maria, figlia di due commercianti, che racconta come sono andate le cose dal loro punto di vista: gli affari vanno male, a stento riusciamo a pagare l’affitto del nostro piccolo negozio d’abbigliamento. Nonostante ciò, quando alla porta si sono presentati due signori della Deputazione Festa patronale per l’offerta, mia madre ha donato due euro (che, vorrei sottolineare per il sindaco, equivalgono ad almeno 2 litri di latte) ma i soldi sono stati rifiutati. Per loro quei due euro, frutto di sacrificio, non valevano niente. Una vera a propria umiliazione quella subita da questi negozianti che si sono sentiti offesi dalle parole del sindaco: speriamo che oltre al ˜braccino corto’ di cui parla Metta, passi di moda anche l’ingratitudine di certi personaggi perchè non siamo taccagni, ma lavoratori onesti che donano quel che possono conclude Maria.
Anna Ilaria Tattoli
 

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