Rivolese killer: ma quella strada è “”chiusa al traffico””

Una tragedia sulla strada della morte, considerata pericolosa, soprattutto di notte, con un cantiere aperto dal 2013 e che oggi tecnicamente non è nemmeno percorribile se non per i residenti e per chi, su quel tratto di arteria stradale, possiede terreni o ci abita.

 
Giovedì sera Francesco Giordano, con la sua compagna, era a bordo del suo motorino, modello T-Max, ed è stato travolto da un’auto pirata che, una volta aver sbandato, ha tamponato il ciclomotore mandandolo fuori strada. L’impatto è stato fatale. La donna è rimasta illesa, con qualche ferita ma fuori pericolo di vita. Per l’uomo, di 30 anni, invece, non c’è stato niente da fare. Nonostante il casco, infatti, l’urto è stato mortale.
L’automobilista, una volta aver investito il malcapitato, non ha nemmeno arrestato la sua corsa per prestare i primi soccorsi, ma ha lasciato perdere tracce di sè fuggendo via. A raccontarlo, in stato di choc, è stata la compagna della vittima, che agli inquirenti ha confessato di aver visto solamente una macchina di colore chiaro, senza riconoscerne modello o targa, che sfrecciava all’impazzata in direzione Cerignola. Sulle tracce del pirata adesso ci sono i carabinieri. Ma ciò che è successo a Francesco Giordano sulla SP77 riporta alla mente diversi impatti mortali avvenuti su quel lembo di strada che collega Cerignola a Manfredonia.
Stando alle prime ricostruzioni, ancora non ufficiali, il conducente dell’auto pirata, ad una velocità  di circa 150 km orari, avrebbe perso il controllo dopo che le gomme della sua vettura hanno impattato contro il dislivello dell’asfalto: proprio ieri mattina, difatti, come nell’arco dell’intera settimana, gli operai stanno rimettendo a nuovo quella fetta di SP77 per via di un appalto aggiudicato nel marzo del 2013.
La strada risulta formalmente chiusa al traffico con tanto di cartello e segnaletica che indica un divieto di transito su fondo giallo. Eppure, all’incrocio della Lupara, in quella rotatoria che può portare a Trinitapoli, nessuno se ne preoccupa e l’affollamento è sempre costante da parte dei turisti che si recano al mare nei villaggi estivi di Ippocampo, Zapponeta e Foggia Mare. Proprio come il trentenne Francesco Giordano, che è stato travolto nel bel mezzo del rientro a casa. Ancora più drammatico il racconto dei presenti, che hanno dovuto aspettare per oltre 30 minuti l’arrivo di un’ambulanza mentre il corpo della vittima giaceva a terra esanime. Per i rilievi, poi, anche polizia e carabinieri, in prima battuta, non sono riusciti a raggiungere velocemente il luogo dell’impatto.
Giovedì sera anche io sono passato da lì e ho visto quell’uomo a terra. è stata una scena terrificante, commenta l’ex assessore ai lavori pubblici Mimmo Farina. Nel 2013 abbiamo consegnato i lavori all’ATI e da contratto quella strada avrebbe dovuto essere percorribile dopo 12 mesi. IL 2 maggio, però, è scaduto il mio mandato e quindi non ho potuto seguire quei lavori che, con la giunta di Antonio Pepe, avevamo commissionato e messo a bando per una cifra di circa 9 milioni di euro. Oltre a questa fetta di finanziamento ve ne è stata anche un’altra che ha riguardato un secondo lotto. Così le strade rimodernate sono state due: precisamente la SP77, la Rivolese, e la SP141, la cosiddetta Riviera Sud, che collega Margherita di Savoia e Manfredonia. La Rivolese, però , ancora oggi risulta chiusa al traffico, precisa Farina.
L’attuale delegato ai lavori pubblici della giunta di centrosinistra guidata da Francesco Miglio, Pasquale Russo, ne spiega i motivi: I lavori su quel pezzo di strada stanno proseguendo velocemente, ma ci sono stati dei rilievi che hanno messo in evidenza dei rischi idrogeologici. è necessario alzare la strada di qualche metro per evitare allagamenti ed è questa una delle ragioni che non ha permesso la chiusura del cantiere che fu assegnato due anni fa con un ribasso molto alto, quasi al 40%, precisa il nuovo titolare della delega.
La SP77 e la SP141 sono teatri di morte nell’immaginario cerignolano. L’anno scorso, il 17 agosto, a perdere la vita furono 3 ragazzi di ritorno da un concerto. All’altezza della rotatoria posizionata all’altezza dello Scalo dei Saraceni, la loro macchina uscì fuori strada impattando mortalmente. Ancora adesso, nei confronti dell’ente provincia, pende una denuncia dei familiari delle vittime perchè quella rotatoria non sarebbe stata segnalata. Oltretutto, nel progetto originario, dicono fonti ben informate, quello slargo non era previsto. Tanto che per costruirlo sono state impiegate risorse utili per il rifacimento della strada.
Michele Cirulli
 
 

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