La raccolta firme contro l’ “”inopportuno”” e “”chiacchierato”” Delvino

Ancora polemiche su Francesco Delvino, il comandante dei vigili urbani che ha preso il posto di Giuseppe Mandrone e che nel 2011 è stato arrestato a Frosinone in una vicenda di mazzette; oltre a quell’episodio, la rete offre una serie di spunti a tinte fosche sul curriculum del nuovo capo della polizia urbana, contro l’insediamento del quale il PD ha avviato una raccolta firme.

 

Per Tommaso Sgarro, Delvino non può fare il comandante a Cerignola, perchè chi lo ha scelto non ha letto la legge n. 37/2011 della Regione Puglia art.6 comma 3 che fa divieto di mettersi a capo della Polizia Municipale a chi, come Delvino, non fa parte di nessun comando di polizia locale perchè a Caserta era semplicemente dirigente del servizio attività  assicurative, sport, ufficio Europa.

Essendo semplice dirigente nel napoletano, dunque, non poteva essere trasferito a Cerignola come comandante dei vigili.

Per il sindaco Franco Metta, invece, Delvino è soltanto il suo Denis Verdini: Verdini, cinque rinvii a giudizio, entra nella maggioranza di Renzi: il PD festeggia. Ma guai se Verdini venisse a fare il comandante dei vigili urbani di Cerignola.

Non solo, perchè le opposizioni annotano lo stipendio annuale, pari a 98 mila euro, del sostituto di Mandrone. Un salario che ammazza le aspirazioni del costozero sventolato dalla maggioranza e innesca la polemica tra minoranza e maggioranza. Inaspettatamente, dopo la paventata scissione, è Rino Pezzano a difendere Delvino: Come al solito gli esponenti della “”sinistra”” cerignolana adottano il principio del “”due pesi e due misure. Prima di giudicare vi consiglio di controllare l’armadio perchè potreste trovare qualche scheletro. Inoltre, sul compenso spettante ai dirigenti non credo ci sia tanta differenza con quanto liquidato negli anni dell’amministrazione Valentino a: Izzillo, Saracino, Mandrone. I tre sopracitati- dice Pezzano- sono stati rimossi dall’Amministrazione Metta, mentre voi lo avevate ripetutamente annunciato e mai realizzato.

Non una parola sui guai pendenti di Delvino dopo che Metta avrebbe prospettato l’allontanamento dalla maggioranza in caso di disallineamento dal suo volere e dalle sue scelte. Pezzano ha recepito l’ordine ed è diventato tra i primi sostenitori del neo comandante dopo aver apertamente annunciato la propria contrarietà . Dalle parti della Cicogna non è concesso nemmeno l’imbarazzo che tale scelta ha prodotto nell’elettorato di sinistra della Coalizione del Cambiamento.

Matteo Valentino, però, non le manda a dire: Rino Pezzano ancora una volta la racconta come oggi gli fa comodo….sembrerebbe, dal suo racconto, che le retribuzioni a Mandrone Izzillo e Saracino come pure le loro nomine, le avesse fatte l’amministrazione Valentino, di cui lui ne faceva parte integrante e sostanziale. Erano dirigenti che abbiamo trovato, con retribuzioni che già  percepivano, anche secondo contratti di lavoro vigenti. Pezzano sa molto bene che anche noi, dico noi, volevamo andare alla sostituzione, ma le difficoltà  finanziarie delle casse comunali e in presenza di un regolamento esistente, diventava impossibile assumere dirigenti esterni. Se oggi è stato possibile andare con immediatezza alla sostituzione, forse è merito anche dell’amministrazione Valentino di cui tu ne sei stato parte integrante anche nella rielaborazione dell’attuale regolamento.
 
 
 

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