Luna di miele con Metta? CD si prende una pausa di riflessione

Sono trascorsi appena 38 giorni giorni dalla elezione di Franco Metta al Comune di Cerignola ed è già  crisi politica. La buccia di banana su cui è scivolata la Coalizione del Cambiamento si chiama Francesco Delvino, il nuovo comandante dei vigili urbani assunto al posto di Giuseppe Mandrone, il cui curriculum, con diversi scandali giudiziari alle spalle, ha fatto chiacchierare e ha lasciato di stucco maggioranza e opposizione.

 
Soprattutto in virtù della campagna elettorale permanente, durata circa otto anni, con la quale la cicogna ha voluto distinguersi proprio sui temi della legalità  e della trasparenza. L’autogol di Metta su Delvino ha prodotto mal di pancia a tutti i livelli e ad appena un mese dalla sua elezione, il sindaco avrebbe già  minacciato epurazioni in un consueto slancio di ira.Cerignola Democratica si è riunita lunedì sera nella sua sede per discutere il punto all’ordine del giorno riguardante la partecipazione al gruppo unico consiliare Coalizione del Cambiamento. In fase di preparazione della giunta, difatti, il sindaco Franco Metta ci ha tenuto a fare delle sei liste di appoggio un unico gruppo consiliare, ponendo a capo di esso Rino Pezzano, coadiuvato da Loredana Lepore e Michele Monterisi come vice. E sotto la dicitura gruppo unico si è lavorato fino alla nomina di Delvino, quando la costola di sinistra mettiana ha avuto i primi grattacapi da affrontare non accettando e non condividendo la scelta di una personalità  tanto contestata e nonostante tutto arruolata in un posto strategico e altamente simbolico.
Di qui, dunque, i primi imbarazzi. Io personalmente avrei evitato quella scelta, ha detto Rino Pezzano all’indomani della contrattualizzazione di Delvino. Franco Metta non ha gradito l’esternazione, anche perchè fatta dal capogruppo. Così come non l’avrebbe gradita il consigliere Samuele Cioffi, tra i più suffragati della maggioranza. Pezzano è corso ai ripari e ha convocato i suoi per discutere dell’opportunità  di rimanere ancora a cavallo del gruppone unico, che cancellerebbe per sempre CD eliminando ogni qualsivoglia posizione difforme da quelle dell’amministrazione.
Non abbiamo messo in dubbio le altre nomine dirigenziali- commenta Pezzano- perchè sono prerogativa del sindaco. Ma questa volta ci troviamo di fronte ad un caso limite, che non ci sentiamo di condividere insieme a tanti nostri iscritti e simpatizzanti. è innegabile che siamo qui perchè la nomina di Delvino ha creato qualche mal di pancia, ma nella prossima settimana l’assemblea sarà  chiamata a scegliere e a prendere una decisione nel merito. Francesco Rosati, ex Partito Democratico, è stato eletto il nuovo presidente di Cerignola Democratica. A lui venerdì prossimo toccherà  fare sintesi sulle posizioni degli iscritti del movimento: restare nel gruppo unico del Cambiamento o andare in proprio con il simbolo di CD, pur continuando a dare appoggio incondizionato al sindaco.
Quest’ultimo, da parte sua, non avrebbe apprezzato il meeting pubblico degli ex piddini (come al solito presunti giornalisti muniti di fotocamere filmano il dibattito che poi puntualmente non compare  in rete). Anzi, Metta avrebbe rilanciato: Se non accettate di restare nel Gruppo Unico del Cambiamento, come avete fatto un mese fa, siete fuori dalla maggioranza. Questo avrebbe il primo cittadino, lasciando presagire anche la mancata votazione del presidente del consiglio che, da accordi pre-elettorali, spetterebbe a  Leonardo Paparella, che da solo, con cinquecento preferenze personali, ha conquistato un terzo dei voti dell’intero movimento Cerignola Democratica.
Non è stato opportuno nominare Francesco Delvino a capo della polizia municipale, ma la scelta di stare dentro o fuori il gruppo unico andava fatta un mese fa, quando si è deciso di partecipare al progetto della Coalizione del Cambiamento, per la quale ci si è spesi formalmente ed informalmente in più occasioni pubbliche. Oggi- dice Paparella discostandosi dalla linea prevalente in CD- c’è un dibattito in corso. Io credo che dopo dovremo essere coscienti di prendere tutte le conseguenze del caso, finanche uscire dalla maggioranza. Il tutto per aver pubblicamente reputato inopportuna la nomina a dirigente di un comandante che è stato invischiato in processi per tangenti, per sequestro di persona e maltrattamenti. Venerdì prossimo Cerignola Democratica sarà  chiamata al proprio referendum: restare o meno nel gruppo unico o continuare a remare per Metta attraverso l’etichetta di Cerignola Democratica. E su tale scelta si è già  aperta la caccia all’uomo e, qualunque sia l’esito del voto, si registrerà  la prima vera ferita nella Coalizione del Cambiamento.
La Destra di Tatarella e il silenzio su DelvinoMentre Cerignola segue il dibattito su Francesco Delvino e sulla sua chiacchierata nomina a comandante, Salvatore Tatarella decide di dare vita a La Puglia di destra, che prenderà  vita a Cerignola il 17 settembre prossimo in occasione degli 80 anni della nascita di Pinuccio Tatarella. L’associazione “ si legge in una nota- farà  propri i principi valoriali, politici e programmatici fissati dal congresso fondativo di Alleanza nazionale di Fiuggi, dalla conferenza programmatica di Verona, dal congresso nazionale di Bologna e dalla conferenza sul mezzogiorno di Napoli, aggiornati al momento presente.Fra gli obiettivi dell’associazione la riunione del maggior numero possibile di uomini e donne di destra, la collaborazione aperta e disinteressata ad ogni iniziativa similare, la partecipazione alla fase fondativa di un grande e unitario partito di destra.  Nella fase iniziale, l’associazione sarà  guidata da una direzione collegiale, di cinque persone, uomini e donne, con un portavoce e rappresentante legale a rotazione per sei mesi.E poi la clausola Metta: All’associazione non potranno aderire i condannati per delitti dolosi, eccezion fatta per i reati d’opinione. L’adesione all’associazione non è incompatibile con l’appartenenza ad altri movimenti, associazioni e partiti civici o di centrodestra.
 
 

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