Come Scampia: aggredito carabiniere, vicinato contro forze dell’ordine

Hanno scoperto un pregiudicato, ai domiciliari, che faceva rientro nella sua abitazione in Via Penne, a Cerignola. Così una pattuglia di carabinieri l’ha raggiunto per notificargli l’arresto in virtù della violazione degli obblighi (tecnicamente si tratterebbe di evasione) e nel giro di pochi minuti la situazione è degenerata.

 
Non solo perchè il pregiudicato si è scagliato contro un agente, ma anche perchè una parte dei residenti della piazza ha tentato una rivolta inveendo contro le forze dell’ordine lanciando qualche oggetto dalle finestre. Per un attimo è sembrato di essere a Scampia, a Napoli, con quelle immagini che ormai hanno fatto storia degli inquilini del rione in rivolta contro la polizia, colpevole di arrestare i ragazzi delle Vele dediti all’attività  criminale. E giù con carta igienica, piatti, improperi.

L’impatto in via Pescara è stato meno crudo, ma comunque è servito un consistente spiegamento di uomini per effettuare un secondo blitz interforze. Intorno alle 16:00, lunedì scorso, sono stati in 60 tra poliziotti e carabinieri a presidiare la zona: prima di tutto un segnale forte e chiaro dopo l’aggressione all’agente, poi diverse perquisizioni, su tutte quella nell’abitazione dell’aggressore.

Il quartiere. La via che porta al Santuario della Madonna di Ripalta è considerata dagli inquirenti una zona calda. Per lo più spaccio di stupefacenti, massiccia microcriminalità  e quartier generale di diversi volti noti alle forze dell’ordine. Su quell’arteria stradale c’è la Scuola Media Paolillo, tra le più problematiche di Cerignola. Proseguendo, nell’ultimo tratto di tessuto urbano prima di disperdersi nello sterminato agro cerignolano, sulla destra vi sono le case popolari: sei complessi da 8 appartamenti dislocati su due piani. Casermoni di colore marrone, circondati da altre abitazioni di più recente costruzione. La toponomastica è segnalata con delle scritte nere, prodotte con una bomboletta spray. è una zona calda, via Penne, perchè rappresenta l’estrema periferia della città , oltre la quale all’orizzonte si intravede solo campagna per circa 20 chilometri successivi. Lo scarso numero delle pattuglie in circolazione fa il resto e rende quel rione una delle zone di emergenza.

La dinamica. Intorno alle 15:00 una pattuglia percorre Via Penne, notando il pregiudicato in compagnia di un altro uomo al di fuori della sua abitazione. Gli agenti scendono dalla vettura per notificargli l’evasione, in quanto il soggetto era posto agli arresti domiciliari e quindi non avrebbe potuto uscire al di fuori delle mura domestiche. Ne nasce un parapiglia, fino a quando l’uomo decide di inforcare una pentola e scaraventarla contro uno dei due carabinieri: il contenuto, bollente, procura al carabiniere una ustione guaribile in venti giorni. Durante le fasi concitate, anche il vicinato “ per lo più parenti dell’aggressore- inizia ad inveire contro le forze dell’ordine. Perchè, in fondo, hanno gridato alcuni presenti, l’arrestato era uscito solamente a  prendere una boccata d’aria. Portata la vittima in ospedale, dove i medici del Tatarella hanno refertato 20 giorni di prognosi, il quartiere è stato messo letteralmente blindato. I rinforzi sono arrivati anche da altri comandi della provincia di Foggia, oltre all’ausilio del commissariato locale della Polizia di Stato: in totale a presidiare via Penne, Via Chieti, Via Pescara e l’intera zona della periferia ovest di Cerignola sono stati in 60. Un numero impressionante di agenti, che anche l’indomani mattina hanno ripetuto blitz e controlli aggiuntivi.

Reazioni. Sull’accaduto non vi sono ancora interpretazioni ufficiali da parte degli organi inquirenti. Al momento non sono previste conferenze stampa per fare luce fino in fondo su quanto capitato lunedì pomeriggio in via Penne. Anche perchè, nonostante il trambusto e la forte eco dell’episodio, le bocche degli agenti sono rimaste cucite.
Precedenti. Come si ricorderà , non è la prima volta che gli esponenti delle forze dell’ordine siano sotto assedio da parte della criminalità . A maggio dell’anno scorso ad un poliziotto è stata recapitata una busta con due proiettili e con un messaggio inequivocabile: Questo è solo l’inizio, te ne devi andare o ti uccidiamo. Ad aprile del 2012, invece, in Viale Russia ignoti fecero saltare in aria l’autovettura del maresciallo Natale, impegnato a Trinitapoli. A novembre del 2011, ancora, fu piazzato 1.4 kg di tritolo sull’uscio delle residenze di alcuni poliziotti che vivono ancora oggi nel quartiere Fornaci
 
 

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