Ambulanza soppressa, sit-in al vecchio ospedale. Pezzano: “Questa è la filiera istituzionale?”

La notizia della soppressione della seconda ambulanza nella città di Cerignola sta facendo discutere, tanto che gli operatori, questo pomeriggio, si incontreranno nel cuore della città, nei pressi dell’ex ospedale Tommaso Russo, per esprimere il loro disappunto rispetto alla scelta operata dalla Regione Puglia.
Il punto però è comprensibilmente diventato anche di natura politica. Per il consigliere comunale di Avanti Cerignola, Rino Pezzano, la scelta della Regione è un cortocircuito della “tanto decantata filiera istituzionale di Bonito, che oggi presenta il conto con un’ambulanza in meno”.
“In campagna elettorale – ha sottolineato Pezzano – ci è stato detto che avere Comune e Regione dalla stessa parte avrebbe garantito più attenzione, più peso politico e maggiore capacità di ottenere risposte. Da domani i cittadini potranno verificare sulla propria pelle il valore di quella promessa”.
Cerignola, circa 60 mila abitanti, un agro vastissimo, due autostrade e un importante bacino territoriale, perderà una delle due ambulanze del 118. “È una scelta gravissima: se l’unico mezzo rimasto è impegnato in un’emergenza o in un trasferimento fuori città, Cerignola rischia concretamente di rimanere senza un’ambulanza disponibile. Non stiamo parlando di un servizio secondario, ma della possibilità di garantire un soccorso tempestivo ai cittadini. Ed è proprio in casi come questo che un’amministrazione deve dimostrare la propria capacità di rappresentare e difendere il territorio”, ha commentato il civico.
“Bonito non può limitarsi a prendere atto della decisione della Regione. Deve assumersi la responsabilità politica di chiedere pubblicamente il ripristino della seconda postazione e dire ai cittadini cosa ha fatto, concretamente, per evitarne la soppressione. Tanta filiera istituzionale per arrivare, oggi, a un’ambulanza in meno. Complimenti per il risultato”, ha concluso Rino Pezzano.
