giovedì, Ottobre 15, 2026
Sanità

Fondi tagliati del 40%: paralizzati gli ingressi nelle Comunità Terapeutiche

“Per molte persone, l’inserimento in una Comunità Terapeutica rappresenta una concreta possibilità di cura, recupero e reinserimento sociale, con costi spesso assai inferiori rispetto a quelli prodotti dall’abbandono della persona alla propria condizione di dipendenza”. Così una frangia degli avvocati cerignolani, insieme alle famiglie, contestano la “situazione paradossale” vissuta nelle comunità terapeutiche della Provincia di Foggia.

In Capitanata “da una parte vi sono persone e famiglie che chiedono disperatamente aiuto; dall’altra vi sono strutture terapeutiche con posti disponibili che non possono accoglierle per insufficienza delle risorse destinate agli inserimenti”.

“Per il 2026 alla ASL di Foggia, che deve sostenere i costi degli inserimenti nelle Comunità Terapeutiche presenti sul territorio, è stato assegnato un budget inferiore del 40% rispetto al fabbisogno reale. Sul territorio provinciale sono presenti 5 Comunità Terapeutiche, per complessivi 117 posti disponibili. L’insufficienza delle risorse ha determinato un grave rallentamento, se non una vera e propria paralisi, degli inserimenti”, hanno spiegato i legali.

I SERD, pur prendendo in carico le persone affette da dipendenza e valutando la necessità del percorso residenziale, si trovano nell’impossibilità di disporre nuovi ingressi quando il budget disponibile è esaurito.

“E cosi rimangono senza risposta le richieste provenienti dalle persone interessate, dalle loro famiglie e, in numerosi casi, anche dall’Autorità giudiziaria.

Quindi, le famiglie si ritrovano a dover subire tutti i problemi legati alle dipendenze: richieste di denaro, aggressioni, minacce.

“Ancora più grave è la situazione della “doppia diagnosi”. Una particolare emergenza riguarda le persone che presentano contemporaneamente una dipendenza patologica e una patologia psichiatrica. Sono persone particolarmente fragili, che necessitano di strutture specializzate e di percorsi terapeutici complessi”, hanno aggiunto.

In Puglia le Comunità specificamente dedicate alla doppia diagnosi sono pochissime e le liste di attesa sono estremamente lunghe. Anche i costi di questi inserimenti gravano sulle risorse destinate ai servizi per le dipendenze.

Pertanto famiglie e legali chiedono alla Regione un maggior impegno e di integrare con urgenza le risorse destinate alla ASL di Foggia per gli inserimenti nelle Comunità Terapeutiche, di assicurare che il finanziamento sia parametrato al fabbisogno reale del territorio e non soltanto a limiti di spesa predeterminati, di adottare una misura straordinaria per gli inserimenti oggi bloccati, di affrontare specificamente l’emergenza della doppia diagnosi, aumentando i posti disponibili e le risorse dedicate.

Inoltre, la richiesta riguarda anche l’istituzione di un tavolo urgente con Regione, ASL, SerD, Comunità Terapeutiche, rappresentanti delle famiglie e operatori del settore e di rendere pubblici e verificabili numeri delle richieste, tempi di attesa, posti disponibili e risorse effettivamente necessarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *