sabato, Ottobre 31, 2026
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Di Donato gioca da kingmaker e vuole decidere il prossimo sindaco: spunta un nome

È molto attivo, Giuseppe Di Donato, in questi mesi. L’imprenditore edile, forte di un legame che va oltre la professione con l’ingegnere Paolo Vitullo, sta giocando un ruolo di primo piano per le prossime elezioni comunali che si terranno nella primavera del 2027, o quantomeno per l’individuazione di un candidato sindaco.

Proprio su Vitullo, inizialmente, Di Donato ha concentrato le sue attenzioni per il dopo Bonito, con tanto di brindisi, durante la sua festa di compleanno, al futuro candidato sindaco, alla presenza di diversi esponenti della giunta di centrosinistra, da Aurelia Tonti a Sergio Cialdella fino ad Angela Tarantino, moglie del primo cittadino.

Quelle esternazioni, seppur in un contesto apertamente goliardico, unite a quel parterre, sono state più rumorose di un cin cin a favore di smartphone e, per quanto rappresentino una boutade, hanno aperto comunque la strada a un interrogativo interno di natura politica, visto che i civici appaiono molto rigorosi nell’impedire – e lo hanno ribadito in più occasioni – che la prossima giunta possa riproporre, sotto mentite spoglie, pezzi di attuale amministrazione pronta a mendicare un briciolo di sopravvivenza politica e non solo.

Allora Di Donato non si è perso d’animo e, proprio insieme a Vitullo, ha organizzato una cena presso un ristorante nel pieno centro di Cerignola con Tommaso Sgarro, per sondare quelle dinamiche di accordo che al momento, per loro, possono sembrare indecifrabili dalla narrazione mettiana. In quell’occasione, Sgarro ha condiviso il nome di Angelo Angiolino come candidato sindaco: imprenditore e dirigente sportivo, con un gradimento trasversale sebbene senza una basica esperienza politica e amministrativa.

Il nominativo, che ha incontrato sulle prime l’apprezzamento di Di Donato, è venuto fuori in fase embrionale, anche se il diretto intereessato non ha partecipato ad alcun incontro. Tra l’altro, è difficile che qualcuno, senza alcuna esperienza e con qualcosa da perdere, iniziando dal prestigio e dalla storia personale, si presti a rappresentare senza condizioni una aggregazione politica così distante e disomogenea o faccia da marionetta a figure che nel proprio curriculum politico non possono ancora vantare nemmeno una vittoria.

Di Donato, da parte sua, al momento è uno degli stakeholder più influenti della città. È al capo una sorta di generazione 2.0 del mattone dopo la dipartita dell’ultimo grande portatore di interessi di Cerignola: Donato Calice, la cui figura ha rappresentato un riferimento non solo in termini imprenditoriali ma anche e soprattutto in termini politici. Sullo sfondo c’è Pasquale Alicino, deus ex machina di tanti governi cittadini, ingegnere dalla visione ampia non solo per quanto riguarda l’edilizia, il quale, sebbene abbia deciso di smarcarsi rispetto al passato, mantiene ancora una certa influenza.

Di Donato sembra voler ripercorrere quelle orme, ponendosi nella scia di Alicino e Calice.

Di certo, ha iniziato con più clamore.

Anche questo è un segno dei tempi che cambiano.

Michele Cirulli

3 pensieri riguardo “Di Donato gioca da kingmaker e vuole decidere il prossimo sindaco: spunta un nome”

  • Cittadino

    Gli imprenditori edili non sono imprenditori…. sono semplici muratori con rispetto parlando per la professione. L’impresa è tutt’altra cosa!

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  • Cerignolano

    ma che paragoni assurdi. Donato Calice non lo vedono neanche da lontano

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  • Siamo anni luce lontani dall’Ing. Calice, stimato imprenditore e tecnico illuminato.

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