martedì, Ottobre 27, 2026
Featured

Summa si dimette da consigliere, al suo posto il figlio di Bonito: ora ci sono due sindaci

A Cerignola la politica è una questione di dinastia. Adesso anche da un punto di vista formale questa dinamica è stata risolta perché, dal prossimo consiglio comunale, Savino Bonito, figlio del sindaco Francesco Bonito, entrerà ufficialmente in aula.

La lista

Nei giorni scorsi, difatti, il consigliere Antonello Summa ha rassegnato tramite pec le proprie dimissioni per ragioni personali e il primo dei non eletti, dopo una serie di defezioni e subentri in giunta verificatisi nel tempo, è proprio Savino Bonito, che nel 2021 ha racimolato 86 preferenze. Qualora dovesse rifiutare l’ingresso in aula, dopo di lui, con 82 voti, ci sarebbe la stimata dermatologa Francesca Specchio. La surroga di Summa è programmata nel prossimo consiglio comunale, in cui si voterà anche il bilancio consolidato.

Il ruolo di Savino

Fino a oggi, l’erede al trono è stato il deus ex machina in grado di tenere insieme le fila non solo da un punto di vista politico, risolvendo mini-crisi interne e fibrillazioni tra i gruppi, ma anche determinando scelte amministrative con riunioni certificate con i dirigenti comunali, con buona pace della Prefettura di Foggia e del segretario generale del Comune di Cerignola.

Le imprese, i dirigenti, i sindaci: il caso Orta Nova

L’aspetto positivo è che ora si regolarizza una posizione sicuramente inedita nella storia delle amministrazioni pubbliche, perché la figura del figlio del sindaco di Cerignola è stata sino ad oggi più di un punto di riferimento istituzionale anche nei rapporti con l’imprenditoria locale e con le amministrazioni civiche vicine come Orta Nova, che in queste ore sta per essere colonizzata da persone di fiducia proprio di Savino Bonito (e da se stesso). Le nomine e le assunzioni nel centro dei Reali Siti retto dal sindaco Domenico Di Vito e dal suo vice Antonio Di Carlo, ad esempio, sono e potranno essere una cartina di tornasole.

Le altre famiglie 

Di contro, resta la sensazione di una maggioranza, quella cerignolana, a forte trazione familistica, anche alla luce delle ultime accuse che hanno coinvolto l’assessore Teresa Cicolella, con appalti destinati a persone a lei vicine e che il primo cittadino, ribattendo alla querelle posta dall’ex sindaco Franco Metta, ha spiegato essere finiti nelle mani di parenti del compagno della detentrice della delega alla sicurezza.

Così come non sfugge la presenza tra i banchi della maggioranza del consigliere Vincenzo Marinaro, che è cognato del sindaco e che prende le distanze (ma voterà) dallo stesso solo a sei mesi dalla fine del mandato, o la presenza nell’esecutivo per due anni di Sergio Cialdella, cugino di Angela Tarantino, moglie del sindaco, o la stessa figura dell’assessore ai servizi sociali Maria Dibisceglia, compagna dell’ex segretario PD Daniele Dalessandro, a sua volta figlio del consigliere Rocco Dalessandro e nipote dell’ex consigliere Celestino Capolongo, arrestato nel 2024 nell’ambito di una inchiesta su una presunta truffa all’Inps e col quale l’attuale vicesindaca in campagna elettorale ha fatto ticket risultando la più suffragata tra i dem.

La selezione della classe dirigente

Non che ci sia qualcosa di male nelle parentele, per carità, ma spesso – soprattutto in politica – è necessario anche sembrare autonomi e non solo, eventualmente, esserlo. Per non parlare di quella che una volta era l’accurata selezione della classe dirigente e che oggi invece sembra rispondere a un unico e solo requisito: la famiglia.

Michele Cirulli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *