lunedì, Agosto 10, 2026
Cultura

MV | “Cena di classe”: dalla musica al cinema

La canzone dei Pinguini Tattici Nuclerari diventa soggetto per il film diretto da Francesco Mandelli, che si è avvalso della collaborazione di Riccardo Zanotti per la realizzazione dell’opera

Può il testo di una canzone essere il soggetto di un film? Francesco Mandelli non solo ha creduto di poterlo fare ma ci è anche riuscito piuttosto bene. “Cena di classe”, oltre ad essere il titolo di una canzone dei Pinguini Tattici Nucleari, è anche il titolo del film dell’attore e regista comasco, che per il soggetto si è avvalso proprio della collaborazione di Riccardo Zanotti, frontman della band lombarda.

Mandelli ha messo insieme alcuni tra i comici e cabarettisti italiani più bravi, come Andrea Pisani, Roberto Lipari, Herbert Ballerina, Giulia Vecchio e Annandrea Pisano, ma tra i protagonisti ci sono anche Nicola Nocella, Giovanni Esposito, Ninni Bruschetta e Beatrice Arnera, che danno vita ad una commedia brillante, con spunti di riflessione dedicati all’adolescenza, quel periodo della vita così delicato e pieno di incertezze che segna il passo dalla fanciullezza all’età adulta.

“Cena di classe” ha qualche similitudine con “Compagni di scuola” di Carlo Verdone, ma dopo una visione più approfondita sembra più la versione italiana di “Una notte da leoni”, vista la serata trascorsa dai protagonisti che al mattino seguente non ricordano quasi nulla.

Anche i nomi di alcuni personaggi rispecchiano la canzone dei PTN: C’è il rappresentante d’istituto Bonelli (che non è riuscito a sfondare nel mondo della musica e fa il becchino), Alex, che ha smesso con la poesia e che all’inizio non viene riconosciuto dai propri colleghi di liceo (come Fabris in “Compagni di scuola”) e un sempre disilluso Michael. Anche il nome del locale dove si incontrano gli ex liceali è sempre quello: La perla del mare.

Il film parte dal funerale di uno dei compagni della 5 D, l’aspirante regista Fabrizio Pozzi. I compagni di scuola si ritrovano dopo 17 anni al solito ristorante. La cena prende una piega inaspettata quando il bidello della scuola si presenta all’improvviso con una grappa autoprodotta che spinge i protagonisti a tornare nel liceo per vedere il documentario realizzato proprio da Pozzi durante l’occupazione del 2008, anno in cui al liceo “Benedetto Croce” c’è stata l’ultima protesta degli studenti messa in atto proprio dalla 5 D.

Dopo aver visto il documentario realizzato anni prima, Bonelli e compagni, in preda ai fumi dell’alcool, decidono di portare la salma di Pozzi (affidata proprio a Bonelli nella sua auto aziendale) all’interno della scuola e qui si lasciano andare a confessioni e momenti toccanti accanto alla bara dell’amico deceduto, e dinanzi alla stessa telecamera usata dal loro compagno da poco scomparso parlano delle proprie debolezze e le disavventure incontrate nei 17 anni in cui non si sono visti.

Il mattino seguente, al suono della campanella, nessuno ricorda cosa sia accaduto la sera prima -come in “Una notte da leoni”-, ma il vero problema è che non si riesce a trovare la salma di Pozzi poco prima dell’inizio delle lezioni.

MENZIONE SPECIALE: Quando un film funziona e ognuno dei protagonisti segue il proprio percorso senza invadere il campo altrui, il merito è senza dubbio del regista: Francesco Mandelli, in questo lavoro, ha seguito le orme di Carlo Verdone con “Compagni di scuola”, sapendo gestire bene i tempi e i ruoli degli attori presenti, in un film che non è affatto “verboso”. E soprattutto dimostra ancora una volta la bravura degli attori comici italiani, anche quando vengono chiamati ad interpretare scene più impegnate e temi importanti come la violenza di genere, di cui si fa cenno nel film.

Simone Perdonò

 

Trailer (qui)

 

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