Romano isolato dalla sua maggioranza e FDI attacca

Il “clientelismo buono” continua a far discutere. Dalla maggioranza si alza la voce di Matteo Conversano, dopo quella di Sabina Ditommaso e del PD. Nel frattempo le uniche considerazioni mancanti sono quelle di Tommaso Sgarro e del sindaco Francesco Bonito.
“Le dichiarazioni di Michele Romano mi lasciano, prima ancora che indignato, sinceramente sconcertato. Un consigliere comunale che rivendica il “clientelismo buono” come se fosse una cosa normale, quasi da difendere: no, questo non è un modo di fare politica che mi appartiene”, dice il consigliere di maggioranza.
“Romano fa parte della mia stessa maggioranza. Ed è proprio per questo che mi dissocio con forza, senza se e senza ma. Non solo dalle prime dichiarazioni, ma anche da quelle successive, che invece di chiarire hanno peggiorato tutto. Non mi sono piaciute, né le une né le altre”, ha sottolineato Conversano annotando che, da un punto di vista amministrativo, “non tutto ha convinto fino in fondo”.
Conversano al contempo attacca anche, con riferimento alle opposizioni, “chi siede in Consiglio Comunale da vent’anni, venticinque anni, e lì ha costruito tutta la sua carriera. Non le accetto nemmeno da chi si spaccia per “nuovo”, per “libero”, ma che senza padri e padroni politici non sarebbe nessuno” .
Allo stesso modo anche Fratelli d’Italia, con il segretario Franco Reddavide, interviene sotto sollecitazione nel dibattito pubblico parlando di “surrealismo politico”.
“La gestione della macchina amministrativa non è un circo dove fare gli equilibristi della morale per racimolare consenso, né un bancone dove accelerare le pratiche solo per chi ha il numero telefonico giusto. A questa maggioranza spaccata e ridotta ormai all’autodifesa imbarazzata chiediamo un sussulto di dignità. A Romano consigliamo, con affetto e un pizzico di ironia, di lasciar stare le teorie socio-politiche dell’assurdo e di ricordarsi che governare Cerignola è una cosa seria, non uno spettacolo di cabaret”, conclude Reddavide.
Sul tema si registrano ancora i silenzi di Sgarro (al quale la nuova lista civica di Romano è rivolta) e Bonito (per il quale il voto di Romano è indispensabile, considerata la maggioranza risicatissima).
