Tragedia a Loreto: accoltella e uccide la ex in casa. La vittima era originaria di Cerignola

LORETO – Una lite furibonda, l’ennesimo pressing per convincerla a tornare insieme e la pretesa, insostenibile, di riprendersi quel figlio conteso dopo la fine di una relazione tormentata. Poi, il buio della follia. È finita nel sangue la vita di una giovane mamma di 33 anni, Luigia Fortunato, originaria di Cerignola ma da tempo residente nella città mariana, dove lavorava come cameriera. A strapparla alla vita, secondo le prime ricostruzioni pubblicate dal Corriere Adriatico, sarebbe stato l’ex compagno, un uomo di origini nordafricane di 35 anni, che l’ha colpita ripetutamente a morte con un coltello prima di vagare per le strade sotto choc.
L’orrore in via Bramante: «Ho ucciso la mia ex»
Il dramma si è consumato ieri sera, intorno alle 22:30, all’ultimo piano di una palazzina al civico 194 di via Bramante. Stando a quanto riportato dal Corriere Adriatico, l’uomo avrebbe impugnato un’arma da taglio – resta da chiarire se già in suo possesso o afferrata in cucina durante il diverbio – scagliandosi con violenza sulla 33enne.
Subito dopo il delitto, il presunto killer è sceso in strada. Barcollante, sotto choc e con i vestiti completamente intrisi di sangue. Inizialmente i residenti hanno pensato a un’aggressione subita dall’uomo, ma la realtà si è rivelata drammaticamente opposta: «Ho ucciso la mia ex», avrebbe mormorato l’omicida ai presenti sconvolti, che hanno immediatamente allertato il 112.
I soccorsi disperati e il fermo
Sul posto sono accorse d’urgenza l’ambulanza della Croce Rossa di Loreto e l’automedica di Recanati, insieme ai Carabinieri. Una volta entrati nell’appartamento al quinto piano, i sanitari si sono trovati davanti a una scena d’inferno: tracce di sangue ovunque e la giovane donna a terra lungo il corridoio, ancora agonizzante. Ogni tentativo di rianimazione è stato purtroppo inutile; le ferite riportate erano troppo gravi.
Fortunatamente, il figlio della coppia, un bimbo piccolo, non ha assistito al massacro: in quel momento si trovava insieme alla nonna materna. Il 35enne, rimasto in strada senza opporre resistenza, è stato bloccato dai militari e condotto alla caserma di Porto Recanati, dove in tarda serata si sarebbe costituito.
Le urla della madre della vittima:
Prima del trasferimento in caserma, lo sguardo del presunto omicida ha incrociato quello della madre di Luigia Fortunato, giunta sul posto colpita da un dolore immenso: «Ci hai rovinato la vita! Mi hai tolto tutto, anche mia figlia. Lei ti ha aiutato in tutto e per tutto», ha gridato la donna tra le lacrime.
Il movente: un passato violento e la contesa del figlio
Dietro il brutale femminicidio descritto dalle colonne del Corriere Adriatico emergerebbe un quadro di ossessione e violenza pregressa. La storia tra i due era finita da tempo e l’uomo – già noto alle forze dell’ordine per reati di droga e in passato allontanato dal tetto familiare proprio per i suoi atteggiamenti violenti – non si rassegnava alla separazione.
A far scattare la furia omicida, oltre al rifiuto di accettare la fine della relazione, sarebbe stata la gestione del bambino: l’uomo pretendeva di averlo con sé e non tollerava l’idea di poterlo vedere solo saltuariamente. Un’insana pretesa che ha armato la sua mano, spezzando la vita di una giovane madre.
