FDI è una polveriera, ma per ora è 0-0 (con un veto sulla Lega)

Lunedì sera vi è stato un incontro a Foggia, nella sede provinciale di Fratelli d’Italia, perché la questione Cerignola è diventata bollente. I meloniani, nella città di Tatarella, sono divisi in tre aree: quella di Antonio Giannatempo e del segretario cittadino Franco Reddavide, quella dell’ex coordinatore Gianvito Casarella e quella del consigliere provinciale Nicola Netti.
Tutti e tre, per le prossime amministrative, hanno idee diverse, con sfumature diverse.
Giannatempo e Reddavide esigono un ruolo centrale per il partito che dirigono e, solo se dovesse essere indispensabile, lascerebbero (scelta obbligata, considerata la mole di voti che divide le due formazioni) il candidato sindaco ai civici purché però appartenga al mondo del centrodestra, così come gli alleati.
Netti ha già abbracciato la causa dell’accordo civico: la sua elezione a Foggia è stata infatti determinata proprio da un patto elettorale con i mettiani. Chi sarà il sindaco – è il ragionamento che circola nella sua fazione – è una scelta che compete ai civici senza che le altre forze alleate esercitino veti o pressioni indebite.
Casarella, invece, ha una posizione mediana e tenta di ripristinare all’interno di FDI quel clima di rinnovamento iniziato sotto la sua gestione, prima che proprio Giannatempo e Reddavide, in un congresso contestatissimo e velenosissimo, gli togliessero la leadership non senza traumi all’interno di un partito che, da allora, ha l’elettrocardiogramma piatto in fatto di interventi pubblici, iniziative e opposizione in generale.
In una infuocata riunione, alla presenza del segretario provinciale Giannicola De Leonardis, dei parlamentari Giandonato La Salandra e Annamaria Fallucchi e del consigliere regionale Nicola Gatta, la questione Cerignola è stata sviscerata tra vicendevoli accuse e toni alti, a conferma della funzione strategica che la città possiede per il centrodestra.
La novità emersa dal tavolo provinciale è stata rappresentata da una sorta di veto che che i vertici meloniani foggiani avrebbero posto verso la Lega, che si appresta a entrare nell’orbita di Natale Curiello – recentemente nominato responsabile agli enti locali del partito – e Francesco Decosmo (con quest’ultimo che comunque al momento si dice civico puro e non ha sciolto le riserve) dopo la parentesi di Vincenzo Specchio. Una dinamica, quella dell’esclusione dei salviniani, che si è già registrata alle ultime amministrative di San Giovanni Rotondo. La proposta di un allontanamento del Carroccio rappresenterebbe, nei fatti, e ancora una volta in Capitanata, un’operazione che mina il granitico blocco del centrodestra, che in tutta Italia si presenta unito. Ma in Provincia di Foggia – è stata l’analisi al tavolo delle trattative – esistono specificità che altrove non si riscontrano.
Sebbene l’incontro abbia avuto contorni aspri – partiti dallo svolgimento opaco del congresso e finiti alla valutazione dell’accordo col civismo e di chi lo osteggerebbe – di concreto s’è deciso poco o nulla. La partita, però, è entrata nel vivo e queste prime schermaglie lo dimostrano.
Al contrario, la vecchia guardia ha dimostrato di fare sul serio: l’asse trasversale Giannatempo, De Cosmo, Curiello, dopo aver preso la segreteria di Fratelli d’Italia a maggio 2025, la settimana scorsa ha preso anche quella della Lega. Il tutto per incanalare gli sforzi verso un proprio candidato (nel caso, escludendo i civici) o giocare la partita proprio insieme ai civici ma con più frecce al proprio arco.
Non è da escludere che, qualora la tiritera degli incontri dovesse andare per le lunghe e creare una situazione di stallo, i civici potrebbero tirare la volata in solitaria raccogliendo intorno a loro pezzi importanti dei partiti tradizionali, di fatto svuotandoli, o quasi.
Michele Cirulli

la scelta dei vertici provinciali e istituzionali del partito avrebbe suggerito dimissioni immediate.
E fu così che la sinistra governò per altri 5 anni!
Poi non ci lamentiamo..non fingiamo di fare opposizione, non scarichiamo le responsabilità a vicenda…
Siete avvisati, così facendo altri 5 anni di sinistra non ce lo toglie nessuno.
Se Sparta piange, Atene non ride.