martedì, Giugno 25, 2024
Cronaca

Cerignola è la più povera di Capitanata: “Guardandosi intorno non si direbbe”


L’economista Nicola di Bari ha preso in esame “le attuali condizioni economiche, demografiche e sociali del territorio” allo scopo di applicare “l’algoritmo che determina il punto di non ritorno, ovvero l’anno nel quale si raggiungono contemporaneamente due valori che condannano una città, un territorio e un Paese ad un declino irreversibile, dove ogni speranza di crescita economica endogena e di sviluppo sociale sono per sempre compromessi (rapporto lavoratori su pensionati pari a uno ed età media della popolazione intorno ai 48 anni)”. Tramite una serie di tabelle, l’economista ritrae una situazione della provincia di Foggia semplicemente spaventosa.

Trai tanti “risultati apocalittici”, per usare le parole di Nicola di Bari, spiccano quelli relativi a Cerignola: stando infatti allo studio condotto dall’esperto, il comune ofantino, pur essendo quello “con la più alta incidenza industriale” della zona, è “il più povero con un reddito medio annuo per abitante di 7.550, 59 euro per abitante su un totale di 57.127 abitanti aventi un’età media di 41,7 anni (dati relativi al 2021). L’età anagrafica media di Cerignola risulta peraltro essere la più bassa tra le cittadine della provincia di Foggia considerate nello studio effettuato da di Bari, vale a dire Mattinata, Manfredonia, Rodi Garganico, Vieste, Peschici, San Severo, Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano, Lucera, Foggia, San Giovanni Rotondo, Apricena e Cerignola stessa che, proprio in virtù della bassa età media della popolazione, vede nel 2040 l’anno del punto di non ritorno di cui si è detto.

Il terribile quadro generale dipinto da Nicola di Bari in cui Cerignola sembra per certi versi essere il centro con la situazione più drammatica quanto è reale? Il quotidiano l’Attacco ha deciso di rivolgersi agli uffici comunali dei Servizi Sociale per avere delle risposte. Rosario Di Chiaro, coordinatore degli assistenti sociali e Responsabile della Programmazione Sociale dell’Ambito Territoriale, e Daniela Conte, Responsabile dell’Ufficio di Piano, spiegano che “i nuclei familiari di Cerignola che usufruiscono del Reddito di Cittadinanza e sono gestiti dal Comune sono poco più di un migliaio (per l’esattezza 1049, n. d. r.)”.

Per accedere alla misura in questione, ricordano i due dirigenti, occorre un reddito annuo di 9.360 euro: “Evidentemente, i dati esaminati nell’articolo in questione sono presi dall’ISTAT o dall’Agenzia delle Entrate – evidenzia Rosario Di Chiaro – D’altra parte, tutto questo non sorprende perché è risaputo che la provincia di Foggia ha un reddito pro capite basso per colpa anche del lavoro nero”.

Per quanto riguarda Cerignola “durante la pandemia, abbiamo ricevuto circa tremilacinquecento domande per usufruire dei buoni spesa. Allora, il minimo ISEE richiesto era di 6.000 euro annui. D’altra parte – prosegue Daniela Conte – l’ISEE è attendibile fino a un certo punto, perché noi abbiamo modo di verificare solo quale sia la composizione del nucleo familiare. Noi non abbiamo gli strumenti per appurare quanto l’ISEE dichiarato sia veritiero”. A partire dal 2020, la richiesta di aiuto da parte delle famiglie è aumentata.

Dati risalenti al 2022 e forniti dall’assessorato al Welfare parlavano di un numero di casi presi in carico dagli Uffici Comunali Welfare (per la sola Cerignola) compreso tra i quattromila e i cinquemila casi che però includevano sia le famiglie sia i singoli individui italiani e stranieri. Di Chiaro illustra però che “il RdC ha assorbito le richieste di aiuto economico fino a quasi azzerarle. Ora, la rimodulazione prevista ha separato chi è occupabile, e va dunque inserito nel percorso di formazione e lavoro, da chi non è in condizioni di lavorare perché disabile, over 60 o ha a carico disabili, minori o altro”.

Gli effetti della restrizione sono ancora contenuti, ma si tratta di un qualcosa che andrà valutato nel lungo periodo. Intanto, dai primi dati si può affermare con certezza che il numero dei nuclei familiari cerignolani recettori del RdC è destinato a calare da 1049 a poco più di un centinaio, come rivelano fonti autorevoli dell’Assessorato Welfare a l’Attacco.

Inoltre, sempre sotto l’aspetto temporale, il motivo principale per cui il punto di non ritorno per Cerignola è previsto nel 2040 (molto più in là di quando previsto per le altre città) sta nel fatto che l’età media è di soli 41,7. E questo, come fanno notare i due dirigenti, dipende dal fatto che “Cerignola è tra i pochissimi centri cha ha visto aumentare la popolazione grazie soprattutto alla presenza di cittadini stranieri. Probabilmente, l’età media è ancora più bassa, visto che non tutti sono stati censiti”.

In definitiva, la povertà a Cerignola si tocca con mano?

“A guardare la gente che va in giro di sera, direi di no – afferma Conte – Immagino che molto dipenda dal lavoro nero e da modi di guadagnare denaro non leciti, ma qui entriamo in altri campi che non ci competono”. Intanto, nell’ambito del contrasto alla povertà educativa, l’APS “I sogni di Don Bosco” annuncia l’inaugurazione del Centro Polivalente Don Bosco dedicato ai minori: “L’intento è di ampliare i servizi educativi rivolti ai minori e alle loro famiglie, rispondendo alle fragilità e complessità che il tempo e i giovani attraversano”.

Giovanni Soldano, L’Attacco


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Ciavetruttichigghionn
8 mesi fa

Ciavetruttichigghionn

lecito o illecito
8 mesi fa

in quale categoria lei rientra?

La mamma degli imbecilli e
8 mesi fa

Quella dei deficienti

Yam yà
8 mesi fa

Ovvio che risultiamo poveri hanno fatto l’analisi basandosi sulla gente per bene .
Dovrebbero andare un po’ in giro e vedere come mai chi ha reddito ZERO poi va in giro con i macchininoni
Come mai interi nuclei familiari risultano senza lavoro e nulla tenenti e poi sfoggiano grandi firme e stanno sempre da estetiste e parrucchiere

E yam yà

Ospite
8 mesi fa

Scusate ma vorrei dire agli autori dell’articolo (che su “L’Attacco” è possibile leggere solo se abbonati e qua, invece, è liberamente fruibile…boh?) ed ai dipendenti dei servizi sociali di Cerignola che l’economista ha diviso i redditi totali di Cerignola per il n. TOTALE DEI CITTADINI (cioè dentro ci siamo tutti, anche la frazione di popolazione che non produce alcun reddito perché minorenne). I dipendenti dei servizi sociali, invece, parlano di reddito di NUCLEI FAMILIARI e non di singoli individui; tra l’altro il reddito non corrisponde affatto all’ISEE che è altra cosa! Cioè si sono messi a confrontare mele con pere!… Leggi il resto »

Stagista
8 mesi fa
Reply to  Ospite

Che è comunque un dato che non corrisponde a verità

Ospite
8 mesi fa
Reply to  Stagista

E’ un semplice dato medio reddito/nucleo familiare che lascia il tempo che trova. Ma la cazzata più grossa è confondere reddito con ISEE e confrontare reddito/nucleo familiare con reddito/singolo cittadino

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