sabato, Marzo 2, 2024
Politica

L’Europa non ci farà mangiare più le seppie


La direttiva europea che vorrebbe impedire la pesca a strascico è contestata dai pescatori pugliesi, insieme ai colleghi di tutti i porti italiani e degli altri Paesi dell’Unione, tanto che ieri e oggi stanno protestando a bordo delle loro barche con un suono di sirene. Secondo Coldiretti Impresapesca Puglia “saranno quasi 500 i pescherecci pugliesi spiaggiati con queste norme, visto che con questa tecnica si produce il 65 per cento del pescato nazionale”.

Inoltre, bloccando questa particolare raccolta potrebbero scomparire da mercati e tavole anche prodotti tipici come il gambero rosso di Gallipoli, uno dei porti che sta protestando insieme a Monopoli, Manfredonia, Molfetta. “È un danno gravissimo che mette in ginocchio non solo i pescatori, ma anche tutto l’indotto, dalla cantieristica agli elettricisti, e soprattutto le nostre famiglie”, dice Domenico Olivieri, da generazioni a bordo di pescherecci nel molo di Manfredonia. “Anche noi stasera contesteremo un provvedimento che potrebbe determinare la cancellazione del pesce fresco sulle tavole italiane”.

Con la pesca a strascico si catturano le specie più diffuse: seppie, scampi, merluzzi, moscardini, triglie. Impedendo questo tipo di pesca “apriremo i nostri mercati al pesce importato – afferma ancora Oliveri – basti pensare che quel che un peschereccio oceanico raccoglie in un giorno noi lo prendiamo in un anno. Di conseguenza questa grande quantità di pesce deve essere venduto”, alludendo ad azioni di lobbyng da parte di grandi armatori.


I motivi ufficiali per cui l’Europa vuole impedire la pesca a strascico sono di natura ambientale. Secondo i vertici continentali le reti trascinate rovinano i fondali distruggendo le posidonie, alghe che contribuiscono a creare l’habitat per la crescita del plancton, dove le specie marine vanno a deporre le uova. “Non è vero – tuona Olivieri a bordo della sua imbarcazione, la Nuova Laura – anzi, le nostre barche vanno a pesca in alto mare e lì c’è solo fango e sabbia. Di conseguenza con lo strascico siamo noi che contribuiamo ad “arare” i fondali e a ossigenarli. Non solo, grazie alle nostre reti puliamo i fondali dalla plastica e dai rifiuti portandoli a terra. Dire che roviniamo i fondali è una menzogna”.


Quel che si dovrebbe impedire, sottolinea invece Luigi Bottalico, altro pescatore del Golfo, “è lo strascico sotto costa. Per la pesca entro poche miglia si dovrebbe consentire quella a posta o con i palancari in modo che una volta posizionate le reti queste non si muovono e così le uova dei pesci e le posidonie non si rovinano. Mentre al largo c’è bisogno dello strascico ne va della nostra tradizione alimentare.


Una protesta quella dei pescatori contro il commissario alla pesca e all’ambiente Ue, il lituano Virgijnius Sinkevicius, sostenuta da Coldiretti Puglia che vorrebbe aprire, dicono i berretti gialli, attraverso questo provvedimento “le porte ai gamberetti vietnamiti e alle vongole turche, allo squalo smeriglio, venduto per pesce spada e ai polpi cinesi spacciati per nostrani, visto che nei ristoranti non c’è obbligo di etichetta sui menù”, affondando un colpo mortale a un settore che in Puglia vale l’un per cento del Pil che sale al 3,5 se si considera l’intero indotto, con la rinuncia da parte dei consumatori a uno dei più nutrienti alimenti.

Natale Labia

Natale Labia


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