martedì, Giugno 18, 2024
Sanità

Diabetologia in affanno: “I nostri sono pazienti di Serie D”


Il Presidio Ospedaliero “Tatarella” di Cerignola non ha pace. Questa volta, a essere nell’occhio del ciclone è il reparto di Diabetologia che vive una situazione di sofferenza a causa sia della carenza di personale sia per la cessazione dei PACC (Percorsi Ambulatoriali Complessi e Coordinati), un insieme di visite specialistiche (biotesiometrica, cardiologica, ecodoppler, oculistica) che consente di ottenere il quadro clinico completo dei pazienti. Il tutto tramite una semplice richiesta medica e con esenzione.

Vincenzo Tampone, presidente dell’Associazione Diabetici di Cerignola “Maria SS. di Ripalta – Onlus”, ha più volte denunciato nel corso di questi anni lo stato in cui versa la Diabetologia del nosocomio cittadino. “Mentre altrove qualcosa si muove, a Cerignola è tutto fermo”, dice Tampone a L’Attacco. Il riferimento è all’impegno di rendere funzionali il Pronto Soccorso, la radiodiagnostica e la riabilitazione dell’ospedale di Manfredonia recentemente assunto da parte del direttore generale della Asl Fg, Antonio Nigri.

La situazione della Diabetologia è precipitata dal famigerato 2020, come il presidente ci illustra: “Prima della pandemia, in quanto centro diabetologico abilitato al servizio PACC o Day Hospital che dir si voglia), il dirigente medico era in grado di prescrivere l’ecodoppler, l’ecocardiogramma, la visita diabetica al piede, l’esame del fundus oculare col risultato che, in un giorno solo, era possibile ottenere fino a quattro diagnosi complete a settimana. In verità il reparto di diabetologia avrebbe voluto farne di più, ma per effettuare l’ecodoppler si era costretti ad emigrare nel reparto di Medicina”.

Insomma, anche se con qualche affanno, il reparto garantiva un’alta qualità del servizio. Poi è arrivato il Covid: “La pandemia ha imposto uno stop generale a questo andazzo. Il reparto Medicina è diventato di fatto il reparto Covid e non è stato più possibile effettuare l’ecodoppler – ci spiega Tampone – Ora che l’emergenza è finita, i Day Hospital sono ripresi soltanto per i degenti del reparto Medicina. Sono ormai tre anni che i PACC in Diabetologia non vengono più eseguiti. Inoltre, prima della pandemia il reparto di diabetologia disponeva di due medici, il dottor Franzi ed il dottor Sgarro, e di un’infermiera. Andato in pensione il dottor Franzi, il dottor Sgarro è rimasto solo con un’infermiera”. Eppure, anche ora e nonostante la presenza in reparto dei soli dottor Sgarro (direttore responsabile) e di un’infermiera, per ottenere una visita presso la Diabetologia di Cerignola c’è un’attesa massima di due mesi, quando altrove i tempi d’attesa possono giungere fino ad un anno.

La situazione è nota alla Asl, tanto è vero che “nel 2021, dopo una lettera dell’associazione che denunciava lo stato in cui il reparto versava, incontrai l’allora direttore sanitario Nigri e l’allora direttore generale Piazzolla che mi promisero la sostituzione del dottor Franzi entro poche settimane. Sono passati due anni e nulla è successo”.

Dopo il pensionamento del dottor Franzi, il dottor Sgarro, primario del reparto, non ha più goduto di vacanze, tanto da aver accumulato 180 giorni di ferie. Di conseguenza, pur andando ufficialmente in pensione dal 1° settembre di quest’anno, di fatto si ritirerà dal 1° marzo prossimo perché obbligato ad andare in ferie per legge. La domanda è ovviamente una: quale destino attende il reparto di Diabetologia del “Tatarella”, che attualmente segue circa 2000 persone provenienti da tutta la Puglia?

In seguito al pensionamento del dottor Franzi, due erano le possibili soluzioni prospettate: l’assunzione di un nuovo medico diabetologo, peraltro immediatamente esclusa dalla dirigenza Asl, o l’arrivo in reparto di uno specializzato in ecodoppler per otto ore settimanali e di un’infermiera.

“Incredibilmente, ci si è arenati sull’arrivo dell’infermiera. Ci è stato detto che era impossibile – rivela Tampone con un sorriso amaro – La verità è i pazienti della Capitanata non sono nemmeno pazienti di serie B o di serie C. Nel migliore dei casi, sono pazienti di serie D aspiranti ai play off. Le prenotazioni per le visite presso gli ambulatori diabetologici distrettuali portano ad attese che vanno dai dieci ai dodici mesi. È una situazione vergognosa ed insostenibile. Chiediamo perciò l’istituzione di un tavolo tecnico con le associazioni dei diabetici e con gli attori che vivono giornalmente i problemi legati a questa patologia. In Capitanata, i pazienti diabetici sono circa 36 mila, cioè il 6% della popolazione del territorio. L’Asl sta sottovalutando un problema gravissimo, i pazienti stanno attendendo delle risposte concrete dal novembre 2021. Speriamo di non assistere al solito scaricabarile”, conclude.

Giovanni Soldanoda L’Attacco


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Medici Ladri!!! Se vi pagano oltre lo stipendio l
1 anno fa

Per non parlare della risonanza magnetica, e di altre visite specialistiche tra colpocitologia, senologia, e nefrologia. Lunghe liste d’attesa intramontabili ma NO di mesi , le prenotazioni devono passare anni!!! Poi basta che uno sborsare, denaro dai 200-300€, il giorno dopo, può effettuare tutte le visite di questo mondo, chi non ha soldi può benissimo morire, a questo punto mi viene da dire che siete tutti delle MERDE!!! Iniziando dai dirigenti delle asl. a fine ai medici che l’asl paga dai 400 ai 500€ di gettone al giorno.

Va bene così
1 anno fa

Il sistema Italia è questo. Per oltre 60 anni chi ha governato ha messo in piedi un castello di carta dove la tassazione è fra le più altre al mondo ed i servizi sono da terzo mondo. Chiunque e ripeto chiunque ci ha governato senza escludere nessuno, ma sono stati abili a dividerci come le pecore tra sinistra destra centro e noi tutti, ci affanniamo a parteggiare per gli uni o gli altri ma poi ci lamentiamo se la sanità non funziona. Siamo ridicoli e se siamo reputati tali in Europa e nel mondo in motivo fondato c’è ed è… Leggi il resto »

Disfattista
1 anno fa
Reply to  Va bene così

Sei il solito moralista, perbenista disfattista. Hai dimenticato di dire che in altri stati per curarti ci va la carta di credito altrimenti….

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