Vigili al Tatarella, tra malumori, aggressioni e “punteggi” il dibattito è aperto

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Continua a tener banco a Cerignola la discussione sul presidio della Polizia Municipale presso l’ospedale “Tatarella”. Da quanto risulta, negli ultimi giorni il piantonamento della struttura, annunciato come fisso dall’amministrazione comunale ma che, nei fatti, lo era fino ad un certo punto, è stato svolto effettivamente in maniera stabile e nell’orario prefissato 8:30 – 20:00. Tuttavia, permane il fatto che, in caso di necessità, la pattuglia di sorveglianza alla struttura sanitaria possa allontanarsi per accorrere sul luogo di incidenti, sinistri, ecc. La mattina del 16 dicembre, per esempio, si è dato il caso di un incidente verificatosi nelle vicinanze del casello autostradale di via Melfi, con conseguente concentrazione di mezzi sul posto. Non disponendo Polizia e Carabinieri di uomini da inviare in zona, è toccato ai vigili urbani sobbarcarsi interamente il compito dell’intervento.

Tuttavia, un certo malcontento serpeggia all’interno del corpo della Polizia Municipale, e ciò a causa di una certa confusione riguardante sia il posizionamento fisico della pattuglia di guardia al nosocomio sia i compiti che essa deve là svolgere. Proprio i compiti spettanti ai vigili sono il nodo più grosso della questione, in quanto il servizio di sorveglianza al “Tatarella” non rientra prettamente nelle funzioni dei vigili urbani: lo svolgimento di compiti relativi al mantenimento dell’ordine pubblico è riservato in modo esclusivo ai Carabinieri ed al Commissario di Polizia. Sia ben chiaro che nulla vieta che i vigili possano effettuare la sorveglianza del Presidio Ospedaliero cittadino però, a detta di alcuni rumors di parte sindacale, sarebbe opportuna una contrattazione che preveda un’indennità di rischio relativa all’Ordine Pubblico e che sia istituita una convenzione con la struttura sanitaria che attualmente non risulta sottoscritta.

Andrebbero inoltre concordate le condizioni in cui svolgere l’attività di sorveglianza nel “Tatarella”, in modo da fornire agli uomini una postazione fissa e tutti i dispositivi necessari per eseguire al meglio il lavoro, come spray al peperoncino e teaser. Infine, per la sorveglianza all’interno del nosocomio cittadino si ritiene più opportuno un sistema d’interforze che includa vigili, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

La situazione è a conoscenza dell’assessorato, che ha chiesto al corpo guidato dal comandante Michele Dalessandro uno sforzo non indifferente vista la cronica carenza di effettivi a disposizione: sono infatti 43 i vigili urbani sul territorio, 32 a tempo indeterminato e 11 a tempo determinato. Per inciso, solo questi ultimi sembrano davvero contenti di prestare il servizio di sorveglianza nel “Tatarella”, in quanto la cosa fa curriculum ed è utile per eventuali concorsi in termini di punteggio.

In conclusione, il piantonamento da parte dei vigili urbani di Cerignola presso il locale Presidio Ospedaliero costituisce un caso unico a livello nazionale, perché non risulta che nessun ospedale italiano possa avvalersi di un tale servizio prestato dalla Polizia Municipale. Primato positivo o primato negativo? Il dibattito è aperto.

Giovanni Soldano – L’Attacco.


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