domenica, Aprile 14, 2024
Cronaca

La rinascita di Luana: “Ho attraversato il dolore delle violenze: ora la mia vita è bellissima”

La rinascita di Luana: "Ho attraversato il dolore delle violenze: ora la mia vita è bellissima"

«Una vera rivoluzionaria». È con queste parole che, la sera del 16 novembre, l’educatore sociale Giovanni Papagni ha presentato al pubblico Luana Greco in occasione dell’incontro inaugurale del seminario intitolato “Non si parla mai abbastanza di… Educazione”. L’incontro con Luana Greco, avente come tema “educazione ed violenza”, ha aperto la tre giorni di incontri (16, 17, 18 novembre) in occasione della festa parrocchiale presso la chiesa di Cristo Re. «L’educazione va intesa come momento di riflessione avente l’obiettivo di far nascere nella comunità lo stimolo di lavorare sulla complessità della società», ha spiegato Papagni.

Ma chi è Luana Greco? Luana Greco è una ragazza di Cerignola che ha avuto il coraggio di denunciare l’uomo che la maltrattava e di ribellarsi a uno stato di cose che, purtroppo, molto donne subiscono senza riuscire ad uscirne. La giovane ha raccontato la sua terribile esperienza nel libro “Amare da morire” che ha presentato al pubblico intervenuto nel corso della serata.

Luana, qual è la tua storia?

«È la storia di una ragazza che ha sempre creduto nell’amore, che è cresciuta in una famiglia con due genitori che si sono sempre amati e che ha trovato una persona che, in realtà, era tutto tranne che amore. Quando ho raggiunto la consapevolezza di ciò che stavo vivendo ho deciso che era giunto il momento di denunciarlo. Da allora è cominciata la mia rinascita. Attraversare quel dolore mi ha resa libera».

Quando ha conosciuto quest’uomo? E quando hai capito che lui non era la persona che credevi che fosse?

«L’ho conosciuto il 7 febbraio 2021, è un giorno che ricordo benissimo. Per sette mesi, mi ha corteggiata in modo impeccabile. Due settimane dopo il nostro fidanzamento, ho iniziato a vedere esattamente la persona che era in realtà. Sono cominciate le minacce e le percosse».

C’è stato un avvenimento in particolare che ha fatto scattare la tua voglia di ribellarti?

«Esistono dei meccanismi particolari tra vittima e carnefice che possono essere compresi solo restando lucide. Molte donne vivono situazioni del genere per anni, restano sottomesse, vengono manipolate. Poi giunge il momento in cui si diventa lucide. Per molte donne, questo momento è quando a subire violenza sono i propri figli. Per me, questo momento è arrivato quando lui ha picchiato mio padre. Il mio papà mi ha sempre difesa e quell’uomo ha toccato una parte di me».

Hai avuto la fortuna di avere una famiglia che ti è stata vicina. Questo cosa ha significato per te?

«Spesso, la donna vittima di violenza si isola dalla propria famiglia. A volte si arriva a pensare che la tua famiglia voglia addirittura il tuo male. Nonostante i miei iniziali rifiuti, la mia famiglia mi è stata sempre vicina. Poi, quando lui mi ha quasi ammazzata di botte, allontanavo la mia famiglia perché avevo paura che potesse fare del male ai miei genitori. Loro mi mandavano dei messaggi in cui mi dicevano che non mi avrebbero mai abbandonata».

Adesso com’è la tua vita?

«Ora la mia vita è bellissima. Sto per laurearmi in Scienze Motori, faccio doposcuola e vado in palestra. Ho tantissimi progetti per il mio futuro. Voglio fare la docente di attività sportive e spero in futuro di poter aprire una palestra tutta mia».

Giovanni Soldano


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